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Il presente è un alleato per sconfiggere l’ansia, abbraccialo

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Cristina Buonaugurio - pubblicato il 27/11/18

Chi aspetta un cambiamento futuro per cominciare a vivere in un certo modo o per adottare un determinato comportamento, rischia di rimanere per sempre in attesa di qualcosa che non succederà. O quantomeno di perdere tempo prezioso, senza vivere pienamente, nell’attesa del cambiamento. D’altra parte chi resta ancorato al passato, incapace di guardare alle novità emerse nella propria vita, rischia di compiere dei passi falsi, di non fare le scelte più adeguate e di perdere delle buone opportunità .

A.A.A. contatto col presente cercasi!

Cosa fare allora per restare ancorati al presente?

Ci sono alcuni accorgimenti che si possono adottare quando ci si rende conto di essere a rischio di perdere il contatto con il presente (logicamente se questo accade frequentemente, a causa dell’ansia o per altri motivi, è preferibile chiedere un sostegno psicologico).


BIMBO, NUOTARE, MANO

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Il primo è respirare. Solo questo?  Sì e no. Bisogna sì respirare, ma farlo profondamente, cioè andando a gonfiare l’addome con l’aria inspirata. Si può immaginare di avere un palloncino nella pancia che deve essere gonfiato. Questo tipo di respirazione, detta diaframmatica, ha un duplice vantaggio: rilassa tutti i muscoli del corpo in maniera automatica e, poiché non ci viene naturale, ci costringe a dedicare tutta la nostra attenzione al respiro, togliendola da altri pensieri “pericolosi”. (Tra l’altro questa è una delle tecniche che si apprendono nel corso di Training Autogeno, che è molto utile per chi soffre di ansia)

Il secondo trucchetto è guardarsi attorno. In senso fisico: guardare tutto quello che mi circonda, osservarlo attentamente, quasi come se si dovesse poi riprodurlo in un quadro. Contenere con lo sguardo tutto quello che è attorno a sé, con calma, senza alcuna fretta, magari abbinando una buona respirazione diaframmatica. Ma anche in senso figurato: pensare a quello che in questo momento c’è nella propria vita: persone reali, situazioni concrete, possibilità da vagliare, impegni da portare a termine… tornare al presente quando la mente tende a fuggire nel passato o nel futuro.

FRINEDS
Public Domain

La terza possibilità è “ancorarsi” a quello che abbiamo attorno. Che significa? Ad esempio mettere entrambi i piedi per terra e fermarsi a sentire il contatto dei piedi con la strada/il pavimento/il tappeto… Oppure sentire il contatto del proprio corpo con la sedia/il divano/la poltrona su cui si è seduti. Nel letto sentire il materasso sotto di sé e le coperte sopra il corpo. Sono sensazioni sempre presenti, ma cui non si presta attenzione se non in casi particolari, perché di solito sono informazioni “superflue”. Coglierle e fermarsi ad “assaporarle” è un modo per fermare i soliti pensieri “pericolosi”.

L’ultimo consiglio, utile soprattutto in caso di ansia più accentuata, è quello di cercare il contattato con altre persone, non “farsi soli”. Chi vive un momento di ansia non sempre si rivolge agli altri, invece per placare questo stato d’animo può essere utile parlare con qualcuno proprio mentre lo si sta provando, perché allontana i pensieri catastrofici e dà la certezza di una presenza amica. Se non si ha qualcuno vicino fisicamente, può andar bene anche fare una telefonata: l’importante è non sentirsi soli.

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ansiapresentevita quotidiana
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