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Una miscellanea per “discernere l’Apocalisse”

© Région Pays de la Loire – Inventaire général - ADAGP – Photo : Patrice Giraud, François Lasa, 1982
La Chute de Babylone,
Apocalypse, 18, 1-20. Cinquième ensemble, tapisserie 66. Château d’Angers.
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È disponibile da ventiquattro ore il formato elettronico del sesto volume della collana “Accènti”, curato da La Civiltà Cattolica: il libro contiene undici saggi apparsi sulla rivista che possono guidare il lettore nella comprensione del portato biblico, culturale e politico dell'ultimo libro della Bibbia.

Da ieri pomeriggio è possibile acquistare sul sito de La Civiltà Cattolica il pdf del sesto volume della collana “Accènti”, dedicato all’Apocalisse. Un volume di miscellanea è sempre un’opera particolare e di diseguale valore, ma la collana “Accènti” rappresenta un caso specifico (e quasi un’eccezione) a questa ovvia regola generale: se infatti in una conferenza o in un convegno non esiste qualcosa di simile a una “linea editoriale”, e non ci si deve aspettare alcuna omogeneità tra i contributi, nella collana de La Civiltà Cattolica vengono smentite entrambe le affermazioni.

Attingendo a un archivio sterminato – quello dell’unico quindicinale italiano ininterrottamente attivo dal 1850 – la prima rivista d’Italia ha materiale di prima mano e di primo rilievo su ogni argomento che abbia coperto. Ogni raccolta di articoli, parimenti, è frutto di una selezione e in quanto tale esprime una linea editoriale: se questo non basta a escludere eventuali ripetizioni tra le parti dell’opera, di sicuro è sufficiente a garantire al libro una sua propria fisionomia.

Leggiamo nel comunicato stampa diramato ieri:

La Civiltà Cattolica ha raccolto, in un nuovo volume della collana di monografie digitali “Accènti”, 11 saggi apparsi nel corso degli anni sulla rivista, che ruotano attorno alla parola-chiave “apocalisse”. Essi ci aiutano a entrare nelle pieghe dei significati di questo termine: prima in ascolto della Bibbia; poi osservando le risonanze che essa ha avuto a livello culturale e in alcune specifiche opere che ne trattano, tra teatro, letteratura e cinema; e infine facendone emergere la sfida politica che essa racchiude oggi.

Apocalisse nella letteratura cristiana indica una rivelazione di cose nascoste da Dio a un profeta scelto. Nel linguaggio comune è passato a indicare qualsiasi evento di grande calamità. La storia di questo termine dunque vive di questi due significati: rivelazione e catastrofe. Grazie a questa sovrapposizione e compenetrazione di significati, parlare di apocalisse significa parlare del significato della realtà, del suo stesso valore, delle sfide che la accompagnano, davanti a una rivelazione che ne sveli il senso o davanti alla sua fine. Ci parla dunque del futuro in maniera radicale.

Già sfogliando l’indice si viene colpiti dai grandi nomi del biblista Ugo Vanni (recentemente scomparso, come Gottardo Blasich) e del dogmatico Jean Galot. Il lettore abituale de La Civiltà Cattolica riconoscerà poi al volo tutti (o quasi) gli altri nomi, e avrà modo di apprezzare in particolare il passaggio fluido dall’alta divulgazione dottrinale alla critica letteraria e cinematografica (già memorabili i contributi di Antonio Spadaro e Virgilio Fantuzzi): Claudel, Apocalypse now e Lars von Trier, passando per un capolavoro Pixar… se ne esce con una rinnovata voglia di assaporare fino in fondo la vita e di contribuire alla fecondità delle culture umane.

Né mancherà di far discutere la scelta di concludere il libro con la riproposizione dell’editoriale a doppia firma (Spadaro e Figueroa) sull’“inedito ecumenismo” tra fondamentalismo evangelical e integralismo cattolico negli Usa: si ricorderà come lo scritto fu già al centro di un vivace dibattito che degenerò talvolta in scontro aperto. C’è ragione di sperare che anche il volume di Accènti possa alimentare un dibattito quanto mai prezioso, in tempi dominati da una desolante rarefazione di pensiero.

Copertina del sesto volume della collana “Accènti” de La Civiltà Cattolica
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