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Non era nemmeno battezzata e oggi è una suora di clausura!

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Suor Clara Grazia era una ragazza lontana dalla fede che non aveva ricevuto neppure il Battesimo. Poi un giorno è capitata a San Giovanni Rotondo e tutto è cambiato, anzi, cominciato!

Il Signore si manifesta nella vita di ciascuno di noi nei momenti più improbabili, nelle situazioni più insolite. Anche per Clara Florencia Pavito è accaduto così come racconta Credere. Classe 1979, nata a Buones Aires, arriva in Italia a 21 anni per studiare lingue all’Università La Sapienza di Roma. La sua famiglia di origini italiane non crede in Dio e non la battezza per lasciarla libera di scegliere da grande.

L’amore per l’arte e il fidanzamento

A Roma si dedica allo studio, si innamora dell’arte e di un ragazzo con il quale comincia a costruire la sua vita. Il tempo scorre così, senza che apparentemente nulli turbi i suoi piani. Eppure accade qualcosa: un fuoriprogramma che scombussola la sua esistenza.

Galeotto fu un fuoriprogramma a San Giovanni Rotondo

Di ritorno da una vacanza estiva con i genitori, a causa di una serie di pericolosi incendi, Clara e la sua famiglia sono costretti a cambiare tragitto e si recano a San Giovanni Rotondo per passare la notte. La ragazza è curiosa di visitare i luoghi in cui visse il famoso frate di Pietrelcina:

«Dopo aver sostato davanti alla teca con il corpo dell’allora beato frate più con curiosità che con devozione, sono passata al negozio dei souvenir per cercare qualcosa da leggere» (Ibidem).

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Il Vangelo tascabile

Non resta folgorata, non vive nessuna emozione particolare, nel suo cuore non nasce una devozione istantanea ma le viene voglia di leggere qualcosa e cerca un libro al negozio di souvenir. L’unico testo che trova è un Vangelo tascabile, lo compra, “meglio di niente” forse avrà pensato. Il viaggio di ritorno in macchina lo passa immersa negli Atti degli apostoli perché Clara comincia a leggere anche il Vangelo come fa di solito con i libri: al contrario, partendo dalla fine. San Paolo la colpisce e le fa pensare che essere santi è bello e possibile:

«Se lui che era un iroso, un fanatico e un violento è diventato santo, voglio diventare anch’io santa come lui» (Ibidem)

Voglio battezzarmi

La prima cosa che fa quando arriva a Roma è chiedere il Battesimo e nella sua ingenuità crede di poterlo ricevere immediatamente:

«Negli Atti degli apostoli avevo letto l’episodio di Filippo che battezza un ministro etiope. “Ecco, qui c’è dell’acqua: che cosa m’impedisce di essere battezzato?”, aveva detto l’eunuco. Credevo davvero che anch’io sarei stata immediatamente battezzata come lui…» (Credere).

La fine della convivenza

Da quel giorno comincia il suo cammino di conversione, la sua vita cambia poco a poco ma drasticamente: inizia il catecumenato per venire battezzata, interrompe la storia e la convivenza con il suo fidanzato, comincia a chiedersi quale sia il senso della vita e più si avvicina a Gesù più tutto diventa chiaro.

«Quando c’è Dio in una relazione la verità di noi stessi viene alla luce e i nostri desideri profondi emergono con forza mettendo in discussione le nostre scelte quotidiane. Man mano che mi avvicinavo a Cristo queste scelte diventavano coerenti con la fede che mi accingevo ad abbracciare, così, pur nel dolore della separazione, ci siamo lasciati. È stato un tempo di maggiore preghiera e abbandono alla volontà di Dio che diventava provvidenza, presenza, Parola e alleanza» (Ibidem).

Il Battesimo nella notte di Pasqua

Nella notte di Pasqua del 2009 riceve i sacramenti e per la prima volta celebra la risurrezione di Cristo.

«Da quella notte di Pasqua la mia vita è cambiata radicalmente e ogni volta so che posso tornare a quel fonte dove troverò lui che mi restituisce l’immagine originaria di una figlia amata da sempre».

Il monastero di clausura delle clarisse

Nel settembre del 2012 entra nel monastero delle clarisse di Terni dopo aver frequentato un cammino di fede dai frati a Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Nel 2016 professa i voti provvisori davanti alla mamma Lilian e la nonna Olga di 87 anni venute per l’occasione da Buenos Aires e prende il nome di Suor Clara Grazia e nel 2019 pronuncerà quelli definitivi.

Quello che il Signore aveva in serbo per lei era molto più grande e sorprendente di ciò che la giovane Clara aveva immaginato. Oggi che è sposa di Cristo, prega insieme alle sue consorelle per la Chiesa e il mondo intero e soprattutto per i giovani senza fede. Davvero le nostre vie non sono le Sue vie che sono sempre più feconde e più belle!

 

 

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