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Per educare, anche su Internet, decidetevi a stabilire delle regole

EDUCATION

Dmytro Zinkevych - Shutterstock

Juan Martínez Otero - pubblicato il 22/11/18

Il terzo passo è il più difficile: da legislatore si passa a poliziotto o a giudice, e si dovrà far rispettare la norma, esigendone il rispetto. È una cosa che stancherà, perché i bambini sono esperti nel rasentare la legge e chiedere continuamente la deroga della norma, ma bisogna rimanere saldi nella linea di difesa, ed essere disposti a dire spesso di no:

  • No al cellulare a tavola
  • No a tre ore di videogiochi
  • No a vedere Instagram a letto al mattino
  • No a criticare via Whatsapp.

Evidentemente, dire di no stanca, ma è uno dei doveri di un buon padre o una buona madre. Un bambino senza no, senza limiti né regole, diventa un miscuglio di selvaggio, tiranno e bruto. Vostro figlio merita molto di più.

Ovviamente le regole ammettono delle eccezioni, e non succede niente se un giorno non si rispettano. Le eccezioni, però, devono essere appunto eccezionali. Se diventano troppo frequenti, la regola smette di essere tale e diventa una bella dichiarazione di intenzioni di un papà o una mamma debole, a cui nessuno fa più caso.

Come abbiamo detto all’inizio, nella nostra società le regole non sono molto popolari. Sembrano una maledizione che toglie l’allegria e uccide la spontaneità. Le associamo agli orfanotrofi dei romani di Dickens, che asfissiano i bambini con una disciplina irrespirabile. Ci sembrano strumenti educativi dittatoriali, associati a signori grigi e noiosi, che amano ciò che è prevedibile e vogliono avere tutto sotto controllo. E noi non siamo così. Siamo padri e madri del XXI secolo. Ci piacciono gli occhiali colorati e i vestiti chic. Dialoghiamo. Vogliamo essere amici dei nostri figli. Buona fortuna con queste teorie educative ingenue o adolescenti.

Provate a mettere 22 bambini su un campo da calcio senza regole e vedete cosa succede. Provate a leggere un componimento di un adolescente che ignora le regole di ortografia e grammatica. Sedetevi a tavola con quattro bambini senza regole educative e vedere quanto cibo finisce a terra.

È ora di superare la paura delle regole, che trasforma i bambini in schiavi dei loro capricci e in marionette di chi vuole approfittarsi della loro debolezza. Bisogna capire che per educare persone libere – anche su Internet – si devono stabilire delle regole, spiegarle bene e farle rispettare. Bisogna saper dire di no.

Con affetto. Con flessibilità. E con forza.

Juan Martínez Otero è autore di Tsunami Digital, hijos surferos. Guía para padres que no quieren naufragar en la educación digital.

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Tags:
educazioneinternetregole
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