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Foto esclusive: esplorando la chiesa più antica del mondo

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Jeffrey Bruno | Aleteia

Jeffrey Bruno - pubblicato il 20/11/18

L'intuizione di un archeologo ha portato a una scoperta incredibile

La brezza marina soffia sull’antica città portuale di Aqaba, in Giordania, mentre il sole tramonta. Le grida gioiose dei bambini che giocano si levano dalle rovine di quella che è ritenuta la più antica chiesa del mondo, creando un curioso contrasto tra passato e presente.

Aqaba, in passato chiamata Elat e Aila, situata sulla punta nord-orientale del Mar Rosso sul Golfo di Aqaba, a est della penisola del Sinai e a ovest del territorio arabico, è stata per migliaia di anni un’importante città portuale. Viene menzionata anche nel primo Libro dei Re (9, 26): “Salomone costruì anche una flotta in Ezion-Gheber, cioè in Elat, sulla riva del Mare Rosso nella regione di Edom”. Anche la regina di Saba visitò la zona verso il X secolo a.C. Il suo ruolo nell’evoluzione del cristianesimo delle origini, tuttavia, è stato scoperto solo di recente.

Nel 1998, gli archeologi guidati dal professor S. Thomas Parker, della North Carolina State University, stavano conducendo dei lavori di esplorazione quando hanno scoperto una serie di mura e un gruppo di 24 tombe adiacenti ad esse. Continuando gli scavi, la simmetria è emersa in modo evidente. Avevano scoperto le rovine di una struttura, volta a oriente, a forma di basilica con una navata centrale fiancheggiata da corridoi laterali (Rose, 1998). C’erano delle porte ad arco, che si sospetta appartenessero a una navata a volta, e una scala di pietra che indicava l’esistenza in passato di un secondo piano. Le mura sono alte circa 4,5 metri e spesse quasi uno. Sono state effettuate anche altre scoperte con cui i cristiani moderni hanno familiarità: una sacrestia, un coro e un nartece.

Si crede che la chiesa sia stata la sede del vescovo di Aila (Aqaba), che partecipò al I Concilio di Nicea nel 325. Ciò indica l’importanza della comunità cristiana della zona.

Basandosi su monete e artefatti scoperti durante gli scavi, il sito è stato fatto risalire all’anno 294, rendendolo di qualche decennio più antico della chiesa della Natività (322) e di quella del Santo Sepolcro (327), e quindi la più antica struttura al mondo costruita come chiesa (Parker, 1998). Nel 2014, il libro del Guinness dei Primati ha riconosciuto la chiesa come “la più antica chiesa cristiana costruita intenzionalmente al mondo”.

La chiesa potrebbe essere la più antica, ma il suo servizio ha avuto vita breve. Durante la grande persecuzione dei cristiani ordinata da Diocleziano nel 302-313, si crede che sia stata abbandonata e sia finita in rovina. Nel decennio successivo è stata restaurata, ma poi è stata “condannata” dal grande terremoto del 363. Ciò che ne rimaneva è stato ricoperto dalle sabbie mobili, che l’hanno seppellito fino alla scoperta alla fine del XX secolo.

Si può accedere facilmente al luogo dalla Istiqlal Street o dalla Al-Ghazali Street, nel centro di Aqaba, a pochi passi dalle coste sabbiose del Golfo.

Osservando le antiche mura si può immaginare l’epoca in cui la chiesa era un luogo in cui i fedeli si recavano ad adorare Dio, celebrare la Messa e ricordare Cristo, vissuto tra loro appena due secoli prima.

Le tecniche di costruzione impiegate, usando una base pietra su pietra coperta con fango misto a paglia, in teoria non avrebbero potuto sopportare le conseguenze degli elementi atmosferici per un millennio, e tuttavia le mura restano in piedi come testimonianza di una fede viva ancora oggi nonostante i venti di cambiamento nella società e le persecuzioni perpetue che non riescono ad abbatterla.

In questo modo, le antiche mura di Aqaba portano un messaggio di fede incrollabile ai fedeli di oggi: “Su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Matteo 16, 18).

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