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Cosa consigliano di fare i Papi per tenere lontano Satana?

Alberto Pizzoli/AFP
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Da Leone XIII a Wojtyla, da Benedetto XIV a Francesco: oggetti, preghiere, angeli che possono scacciare il demonio

Nemico numero uno e tentatore per eccellenza. Papa Paolo VI definiva così Satana. Lui ed altri pontefici hanno provato a tratteggiare una strategia per tenere lontano il diavolo.

A spiegarla in Angeli e diavoli in lotta” (Editrice Ancilla) sono gli autori del volume, Don Marcello Stanzione e Annalisa Colzi.

Satana «è il nemico occulto – ammoniva Paolo VI – che semina errori e sventure nella storia umana (..). È lui il perfido e astuto incantatore che in noi sa insinuarsi attraverso i sensi, la fantasia, la concupiscenza, la logica utopistica o i contatti sociali disordinati nel gioco del nostro operare, per introdurvi deviazioni tanto più nocive che in apparenza esse sono conformi alle nostre strutture fisiche o psichiche, o ai nostri istinti, o sembrano rispondere alle nostre profonde aspirazioni».

Le indicazioni di Gesù

Secondo San Marco la lotta contro gli spiriti delle tenebre fu affidata da Gesù agli apostoli fin dall’inizio del loro ministero. Dopo una notte in preghiera, il Maestro scelse i dodici «per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni» (Mc 3,14).

Prima di ascendere al cielo, Gesù conferisce il mandato ufficiale agli apostoli e San Marco riferisce: «Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno» (Mc 16,17-18). È assai interessante notare che il primo dei segni per i credenti è lo scacciare i demoni. La Chiesa ha ricevuto tale potere da Cristo e lo gestisce nei modi più adatti ad ottenere l’effetto liberatorio.

La Preghiera a San Michele di Leone XIII

Portrait of Pope Leo XIII.
Public Domain

Papa Leone XIII (nella foto), per scacciare il diavolo, aveva ordinato già nel 1884, che si recitasse la Preghiera a San Michele Arcangelo alla fine di ogni Messa: «San Michele Arcangelo, difendici nella lotta. Sii il nostro aiuto contro la malizia e le insidie del demonio. Che Dio gli comandi, noi lo chiediamo supplichevoli. E tu, Principe della Milizia Celeste, ricaccia nell’inferno, con la forza divina, Satana e gli altri spiriti cattivi che si aggirano per il mondo per perdere le anime!».

I due Papi e la Medaglia di San Benedetto

Discorso a parte merita l’efficacia della Medaglia o Croce di San Benedetto, che ha origini molto antiche. Essa divenne popolare verso il secondo decennio dell’XI secolo, quando un certo Brunone, in Alsazia, fu guarito da una grave infermità dopo che gli fu offerta la suddetta Medaglia. Dopo la guarigione si fece monaco benedettino e in seguito fu eletto Papa con il nome di Leone IX (poi fatto santo).

© daxxbondoc

Nel 1742 Papa Benedetto XIV approvò la Medaglia e diede la concessione di indulgenze a coloro che la portavano con fede. Essa reca sul diritto l’immagine di San Benedetto che con la mano destra tiene sollevata una croce e con la sinistra regge il libro con la “Santa Regola” aperto; sull’altare dietro al santo vediamo un calice dalla cui sommità esce un serpente; ciò sta a ricordare un episodio accaduto ad esso che, con un segno di croce, mandò in frantumi una coppa contenente del vino avvelenato che gli avevano offerto i suoi attentatori.

Wojtyla e San Michele Arcangelo

Alcuni anni fa, nel 1987, Papa Giovanni Paolo II, recandosi al Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo sul Gargano affermò riguardo al combattimento spirituale del credente contro il potere delle tenebre: «Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue la figura dell’Arcangelo Michele, è attuale anche oggi, perché il demonio è tuttora vivo e operante nel mondo. Infatti il male che è in esso, il disordine che si riscontra nella società, l’incoerenza dell’uomo, la frattura interiore della quale è vittima non sono solo le conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell’azione infestatrice e oscura di Satana».

Papa Francesco e la potenza del Rosario

© ANDREAS SOLARO / AFP
El Papa Francisco reza el rosario en Santa María la Mayor

La preghiera, dunque, resta il primo e più antico antidoto contro le tentazioni demoniache. Papa Francesco invita a combattere contro il maligno rifugiandosi sotto il manto della Madonna: solo la debolezza della preghiera sconfigge il diavolo. E’ per questo che, più volte, ha chiesto di recitare il Rosario per invocare l’intercessione della Vergine e allontanare gli istinti malefici.

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