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Le facoltà di Natuzza Evolo erano dovute al suo contatto con gli angeli di Dio

don Marcello Stanzione - pubblicato il 18/11/18

Natuzza allora si alzò in piedi e, inchinandosi, gli baciò la mano. Il gesuita, stupito per quel gesto, chiese spiegazioni e Natuzza gli rispose: “Voi siete un sacerdote”. Il prete replicò che non era vero ma Natuzza aggiunse: “Vi ripeto che siete un sacerdote, un sacerdote di Cristo; lo so perché quando siete entrato ho visto che l’angelo vi dava la destra. Mentre con tutti gli altri l’angelo è alla sinistra”.

La signora Carmela D’Amato di Vibo Valentia ha dichiarato:

“Domenica 11 dicembre 1988 Natuzza mi diede una lettera chiusa, pregandomi di leggergliela. La aprii e vidi che si trattava di una lettera in francese, che le avevano mandato da un monastero del Carmelo. Io lessi il testo ad alta voce, e, con mia grande meraviglia, ebbi a constatare che Natuzza, come un’interprete simultaneo, subito dopo la mia lettura di ogni singola frase, dava la traduzione italiana perfetta, senza omettere alcuna parola”.

La signora in questione riporta il testo francese di tale lettera e indubbiamente si notano alcune parole difficili da tradurre senza dizionario, anche per chi ha studiato bene il francese a scuola. Natuzza, come è noto, era analfabeta e a stento parlava la lingua italiana, figurarsi il francese! Sempre il professor Marinelli afferma:

“Il 25 – 6 – 1985 Natuzza ci ha detto: ‘Io vedo l’angelo custode di quasi tutte le persone che vengono da me. Di alcuni non lo vedo, o non lo vedo sempre, ma questo non vuol dire che l’angelo non c’è, ma per motivi che non conosco non si fa vedere da me. Io ripeto solo quello che l’angelo mi dice. Ad esempio se una mamma mi chiede talvolta: ‘Di che è morto mio figlio?’, e dice questo per provarmi, l’angelo mi risponde: ‘Lei lo sa già!’, ed io dico a quella persona: ‘Voi lo sapete'”.




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Natuzza afferma di vedere gli angeli sotto forma di bambini bellissimi, luminosi, sollevati da terra. Questa visione è molto simile all’angelo come, già abbiamo visto, veniva descritto da santa Francesca Romana. Inoltre Natuzza, come faceva anche Padre Pio, esorta le persone che a lei si rivolgono, di chiedere il suo aiuto e le sue preghiere tramite il proprio angelo custode.

Il dottor Salvatore Nofri di Roma testimonia:

“Ero nella mia abitazione di Roma, inchiodato a letto da diversi giorni a causa di una lombosciatalgia che non mi consentiva di camminare. Depresso ed amareggiato per essere impossibilitato di andare a trovare mia madre, ricoverata in ospedale, la sera del 25 settembre 1981, alle ore ventuno e trenta, dopo aver recitato il Rosario, pregai il mio angelo custode di andare da Natuzza. Mi rivolsi a lei con queste precise parole: ‘Ti prego, vai a Paravati da Natuzza, dille di pregare per mia mamma e di darmi, con un segno a suo piacere, la conferma che tu mi hai obbedito’. Non erano trascorsi cinque minuti dall’invio dell’angelo che percepii un meraviglioso, indefinibile profumo. Ero solo, nella camera non c’erano fiori, ma io, per oltre un minuto, respirai profumo: come se una persona, vicino al mio letto, dalla destra, alitasse profumo verso di me. Commosso ringraziai l’angelo e Natuzza con cinque Gloria”.

La signora Silvana Palmieri di Nicastro asserisce:

“Conoscevo Natuzza da qualche anno e sapevo ormai che ogni qualvolta avessi bisogno della sua intercessione per una grazia, potevo rivolgermi a lei con fiducia. Nel 1968, mentre eravamo a Baronissi (SA) in villeggiatura, durante la notte mia figlia Roberta venne colta da un improvviso malore. Preoccupata mi rivolsi al mio angelo custode affinché potesse avvisare Natuzza. Dopo circa venti minuti la bimba stette già meglio. Al nostro ritorno dalla villeggiatura andammo a trovare, come è nostra abitudine, Natuzza. Lei stessa, ad un certo punto disse, specificandomi l’ora, di aver ricevuto la mia chiamata tramite l’angioletto. Tante altre volte questo si è verificato, ed ogni volta che ci siamo riviste, è stata sempre lei a dirmi di aver ricevuto i miei pensieri per lei”.

Patrizia Ariosto di Catanzaro guarita nel 1988 da un carcinoma maligno ritenuto incurabile sia all’ospedale di Soverato sia al Sant’Orsola di Bologna, ha raccontato di aver visto una notte ai piedi del suo letto nel reparto in cui era ricoverata una strana figura maschile alta e dallo sguardo penetrante, vestita di bianco, che le infuse un’immediata e inspiegabile serenità, proprio qualche giorno prima che la mistica calabrese confermasse al cugino dell’ammalata l’avvenuta guarigione, aggiungendo: “Le ho mandato il mio angelo custode per aiutarla”. Rosa Stirparo di Vibo Valentia, invece, insegnando in un asilo faceva pregare ogni giorno i bambini perché la Madonna sostenesse Natuzza nel suo apostolato e una mattina si sentì dire dalla mistica: “L’angelo mi ha detto di ringraziare te e i bambini per le preghiere alla Santa Vergine”.

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