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7 atteggiamenti che possono rubare al Natale il suo vero significato (e come combatterli)

BABBO NATALE CORNA DIVERTENTE

Shutterstock/Milles Studio

Catholic Link - pubblicato il 17/11/18

5. La nostalgia che ci coglie di sorpresa

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Un altro atteggiamento frequente e spesso incontrollabile è la nostalgia costante durante le feste. Il Natale è diventato il simbolo dell’unione familiare. Ricordiamo la nostra infanzia, quei bei tempi in cui condividevamo tutto con persone che non ci sono più. Ricordiamo l’affetto dei nostri genitori, la speranza per i regali, i bambini che giocavano con noi, la fantasia di quel periodo e tante altre cose che non torneranno più. Ricordiamo chi se n’è andato, e compaiono nostalgia e tristezza. Sembrerebbe una cosa incontrollabile. Chi si trova in situazioni difficili di povertà e abbandono sembra sentirsi ancor più povero e abbandonato. Cosa possiamo fare di fronte a questo?

Papa Francesco ci ha detto che la gioia del cristiano è fondamentale, e credo che sia giusto che quando appare la nostalgia si debba usare urgentemente la gioia. Se siamo tristi e nostalgici, guardiamo quel bambino nella mangiatoia che ci ha portato la gioia della vita eterna, della promessa di riunirci con tutti coloro che se ne sono già andati. Impariamo a vivere il presente e ad affrontarlo con chi è al nostro fianco. Portiamo la buona novella a chi soffre, consoliamo e accompagniamo chi è solo. A volte l’antidoto migliore per vincere la tristezza è uscire da se stessi e prendersi cura degli altri.

6. Nulla sarà abbastanza buono

Il perfezionismo a Natale cresce a una velocità incredibile. Le decorazioni devono essere impeccabili, le più ammirate, la cena la più deliziosa e impressionante, gli abiti, la musica… dev’essere tutto di prima categoria, e quando ci accorgiamo del minimo dettaglio che non va, tutto lo sforzo e l’amore che abbiamo messo in ciò che facciamo viene gettato alle ortiche. Guai a chi tocca la cioccolata prima che sia stato dato il permesso di servirsi, o se il bambino ha sporcato il vestito che si è ottenuto con tanto sforzo, per non parlare del caso in cui il vicino abbia decorazioni più belle…

Ricordiamo che la semplicità e l’umiltà sono state le caratteristiche della nascita di Cristo, e che l’amore, la tenerezza e il calore sono stati i suoi primi ornamenti. La natura intera si è commossa di fronte a un evento di questo tipo. Non esisterà mai una celebrazione sulla Terra che sia all’atezza del nostro Salvatore, e tuttavia Dio si commuove per quei dettagli che nascono dal cuore che ama. Dio non cerca la perfezione, ma che amiamo in modo sincero.

7. Alla fin fine, ciò che conta è che la foto venga bene

Tra gli ornamenti, la decorazione perfetta, la bella tavola, gli abiti adeguati e le foto perfette, alla fine sembra che valga più come si appare che ciò che si prova. E quale luogo migliore per esporre tanta bellezza delle reti sociali? Il Natale diventa uno spettacolo, e dimentichiamo il bambino nella mangiatoia, e se appare sarà sicuramente come sfondo di un selfie

Le reti sociali non sono negative in sé, ma comportano un grande rischio, che è quello di vivere di apparenze, di creare false immagini e fingere di essere ciò che non si è. In questa bella celebrazione, spesso si passa più tempo aggrappati al cellulare scattando mille fotografie che condividendo in famiglia, guardandosi negli occhi e festeggiando il più bel regalo che si possa ricevere. Ricordate che il Natale non riguarda le apparenze, né chi viene meglio in foto, ma riguarda l’amore più autentico che possa esistere. Mettete da parte il cellulare e condividete l’amore con chi apprezzate di più. Siate voi stessi, e la vostra vita non sia uno stato di Facebook.

Qu l’articolo originale di Catholic Link

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natale
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