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L’importanza di riconciliarsi con gli altri

© Shutterstock
4. Chiedere perdono e perdonare rapidamente

San San Giovanni Paolo II ha esortato a non perdere tempo serbando rancore, ma a lasciarlo andare subito e a portare avanti un rapporto amorevole. “Dobbiamo perdonare sempre, ricordando che noi stessi abbiamo avuto bisogno di perdono”.
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Guardandovi dentro, forse avete scoperto persone con cui avete avuto gravi disaccordi e nutrite risentimento nei loro confronti. Vi fa male

A volte una persona che vi è vicina è acida o di cattivo umore non perché sta vicino a voi, ma perché è così con tutti. Si porta dietro un dolore intenso che non ha nulla a che vedere con voi. E allora guardatela con benevolenza e cercate di aiutarla, anziché parlarne male. Siete suo fratello o sua sorella.

Di fronte a una persona amareggiata che vi irrita, chiedetevi una cosa: “Se fossi stato nella sua stessa situazione e avessi ricevuto ciò che ha ricevuto lei, sarei migliore di lei?” Alcuni psicologi dicono che i difetti che ci risultano meno graditi negli altri sono proprio i nostri, e questo può aiutarci a cambiare.

Le persone ci rispondono nel modo in cui le trattiamo. Se diamo loro affetto, lo riceviamo in cambio. E allora uccidete il malumore del vostro collega con un sorriso e una parola amichevole. Piantate amore dove non c’è e raccoglierete amore.

Il cristiano non ripaga mai il male con il male, ma con il bene. È una massima che ci ha lasciato Gesù: “Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra (…) Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori” (Mt 5,39-44).

Ricordatevi sempre che il cristiano non ripaga mai il male con il male. Se Gesù ci dice di vivere così, allora questo è il cammino della vittoria e della pace. O forse dubitate del Maestro? Potete essere certi che la vostra vita sarà trasformata a partire dal momento in cui passerete a preoccuparvi del benessere degli altri. Questo farà sì che il vostro ego gonfio, sensibile e doloroso inizi a svuotarsi, spezzando la velenosa pietà di voi stessi che vi fa soffrire. Sperimenterete la felicità autentica che non passa mai.

Con questa nuova ottica smettiamo di imitare gli altri o di cercare di impressionarli, e anche di competere con loro. Sarete autentici come Dio vuole, e felici.

Ci poniamo sulle spalle un peso gravoso: necessità di riconoscimento, di lodi, di approvazione altrui… Per la nostra superbia, l’orgoglio, la vanità, o come altro volete chiamarlo.

Tratto dal libro A luta contra a depressão, del professor Felipe Aquino. Ed. Cléofas.

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