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Conduttrice USA: la bimba che aspetto è anencefalica, ma Dio ha un piano anche su di lei (VIDEO)

BROOKE MARTIN
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La chiameranno Emma Noel. che suona come il Dio con noi dei vangeli, Emmanuel.

Lei è Brooke Martin e conduce un programma sul canale Wish Tv; siamo in Indiana negli USA. Ed è proprio dagli schermi che ha annunciato con coraggio e un contegno tipico di una madre, addolorato e lieto insieme, le poche gravi cose che conosce sulla bimba che porta in grembo. La prima è che è una femmina, la seconda che il suo encefalo non si è sviluppato e questo significa morte quasi certa, in utero o poco dopo la nascita. Ma ce n’è una terza ancor più serie: è un dono, la sua anima è immortale e loro sono certi che la riabbracceranno nell’eternità.

A ben guardare è proprio questa la notizia più grave: siamo nati per vivere in eterno. Possiamo ammalarci subito o a 102 anni ma a tutti toccherà il passaggio angusto della morte. Eppure, da quando un Angelo ha detto che quel Figlio sarebbe stato il Dio con noi, non possiamo più vivere nel terrore e nell’angoscia. Possiamo patire, piangere e rattristarci come fa Brooke che però non si dispera, proprio in forza di questa intramontabile breaking news: Gesù è il Salvatore e poiché ha già patito è già morto ed è già risorto è misteriosamente con noi ad assicurarci che il passaggio al Cielo resterà aperto e che Lui sarà con noi nel mondo fino a che il mondo non sarà finito.

Per questo si è rifiutata di abortire, insieme col marito. Hanno già un altro bimbo, Max di due anni. So per esperienza che questo fratello maggiore sarà per sempre fiero della sua sorellina.

“Abbiamo scoperto che è una ragazza, ma ha zero possibilità di sopravvivere”, ha detto Brooke, aggiungendo che “abbiamo deciso di portarla a termine o finché sopravvive”.

Il focus della vicenda è che Emma Noel farà la sua vita per intero, fino a dove un Altro e non le statistiche hanno stabilito che dovrà approdare.

Per questo non possiamo non soffrire anche noi con i coniugi americani al pensiero che i casi di anencefalia sono impugnati per promuovere l’aborto. Che fretta devono avere di porre fine a vite tanto fragili e innocue?

Forse ha ragione quel sacerdote che valuta la lotta all’aborto come un vero e proprio esorcismo…

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