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Quando i preti partivano per il fronte con il loro altare portatile

AUTEL PORTATIF
Boisseau Pomez - Ivoire France
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A Troyes ha avuto luogo, il 9 e il 10 novembre, un’eccezionale asta dedicata alla Prima Guerra Mondiale. A promuoverla le maisons Ivoire Troyes e Beuvais Enchères. Tra le pepite dell’asta, un altare portatile servito a celebrare la Messa nelle trincee.

Clicca qui per aprire la galleria fotografica

Con la mobilitazione generale del 1mo agosto 1914 seminaristi, preti e religiosi francesi sono stati coscritti in ottemperanza alla legge del 21 marzo 1905 (detta “dei preti zaino in spalla”), che sopprime ogni dispensa dal servizio militare. Numerosi preti – non cappellani militari! – generalmente inviati nel servizio sanitario, si ritrovano allora spediti al fronte senza il materiale necessario alla celebrazione della Santa Messa.

La necessità di messe per i soldati

Coscienti dell’importanza di celebrare il sacrificio eucaristico per sostenere la fede, se non il morale, dei soldati, le istituzioni cattoliche cominciano – a partire dal 1915 – a inviare il materiale necessario alla celebrazione della messa. Il Bollettino dell’Opera presentiva del resto questo bisogno urgente nel suo numero del gennaio 1915:

Sono a migliaia, sul fronte, che neppure hanno la consolazione, negli intervalli di un servizio sempre penoso, sempre pericoloso, di poter offrire il Santo Sacrificio, perché mancano di tutto ciò che è necessario per dire la messa; a migliaia sono privati del fare la carità. Offriamo loro di che possano offrire: inviamo loro generose offerte e vestiti caldi.

Fin dal 1915, i preti cominciarono allora a ricevere delle piccole valigie nominative contenenti gli oggetti essenziali per la celebrazione del sacrificio eucaristico: pisside, paramenti, messale, crocifisso, rosari, medagliette, opere di pietà… Altre valigie, più complete, potevano anche contenere sopra-vestiti, caldi e impermeabili come esigono le circostanze delle trincee, e alcuni prodotti come accendini, sigarette, sapone, cioccolato e conserve. Nel 1915 sono quasi un centinaio gli altari portatili inviati al fronte.

Numerosi oggetti, testimonianze commoventi di quelle messe nelle trincee, sono stati preservati dall’oblio. Come le casule da prete-soldato, dorate da un lato e nere dall’altro (così bastava rivoltarle per celebrare i funerali all’indomani di tregue troppo corte). O ancora quelle tavolette portatili in legno – come quella presente all’asta – che bisognava aprire per vederne al centro la fine placca di pietra o di marmo benedetto, necessaria al sacrificio eucaristico. Con quella il leggio, il calice, la patena, la campanella e il corporale venivano a completare il tutto.

Un servizio rudimentale che lascia immaginare le condizioni precarie di quelle messe nelle trincee… ma quanto necessario ai soldati, come diceva padre Louis Lenoir, cappellano militare:

In questi giorni in cui la Patria vi chiede tutti i sacrifici, in cui per lei dovete lasciare le famiglie, vivere nella sofferenza delle trincee, marciare verso la morte, più che mai avete bisogno di rivolgervi verso Dio, nostro supremo Signore.

Per scoprire alcune immagini di preti che celebrano la messa al fronte, cliccate sulla galleria:

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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