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Il Vaticano aiuta gli adolescenti fragili: è nato il primo Osservatorio internazionale anti Cyberbullismo

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Numeri allarmanti per la diffusione delle intimidazioni e minacce via web. Molti ragazzi meditano il suocidio

L’International Cyberbullying Observatory, sarà il primo osservatorio internazionale contro il bullismo su internet e avrà sede in Vaticano. Le attività dell’osservatorio partiranno ufficialmente la prossima primavera.

Vittima 1 ragazzo su 4

I primi dati esposti durante la presentazione a Roma, lo scorso 8 novembre, legati all’indagine globale sull’esperienza degli studenti sulle piattaforme digitali che verrà presentata in maniera completa ad aprile, mostrano che più o meno un ragazzo su quattro, a partire dall’età di soli undici anni, ha avuto a che fare in maniera diretta con episodi di cyberbullismo.

L’11 per cento ha tentato il suicidio

Per una cifra di 1200 casi nuovi all’anno di problematiche legate a internet, cyber bullismo e sex thing. Un dato ancora più allarmante per le famiglie italiane è poi quello che dice come nel nostro Paese ben l’undici per cento dei bambini vittime di questi atti di violenza confessi di aver pensato almeno una volta a compiere l’estremo gesto, ovvero il suicidio (Formiche.net, 8 novembre).

Leggi anche: Cyberbullismo: minaccia virtuale o sfida reale?

La “Scholas”

«Raccogliere le informazioni da ogni parte del mondo, generare proposte concrete e favorire politiche pubbliche di prevenzione del fenomeno», sono gli obiettivi dell’iniziativa indicati da José Maria del Corral, presidente della fondazione “Scholas Occurrentes, una delle due organizzazioni promotrici.

La fondazione dedicata a Carolina

Se la fondazione, sostenuta da Jorge Mario Bergoglio sin da quando era arcivescovo di Buenos Aires mira a promuovere il diritto all’educazione grazie alla rete di oltre 440 mila scuole in tutto il mondo, l’altra organizzazione, la Fondazione Carolina, è dedicata a Carolina Picchio, la prima vittima acclarata di cyberbullismo in Italia: «Le parole fanno male più delle botte», ha scritto la ragazza, «spero che adesso siate tutti più sensibili alle parole».

«Non mi rendevo conto del perché si fosse tolta la vita», ha detto il padre Paolo Picchio, che dopo il suicidio della figlia ha fatto il giro di più di 300 scuole , incontrando più di 30mila ragazzi per sensibilizzare sulla gravità del fenomeno. «Ho voluto fare delle sue parole un’icona» (La Stampa, 8 novembre).

Leggi anche: Perché quella sul cyberbullismo rischia di non essere una buona legge

“Quanta malvagità anche nei bambini”

Un tema caro al Papa, che anche ad una messa mattutina a Casa Santa Marta si soffermò su questo problema:

«Quanta malvagità anche nei bambini! Prendersela con il più debole! E oggi lo vediamo continuamente, nelle scuole, con il fenomeno del bullying, del bullismo, aggredire il debole, perché tu sei grasso o perché tu sei così o tu sei straniero o perché tu sei nero, per questo … aggredire, aggredire … I bambini, i ragazzi: anche i bambini. Questo significa che c’è qualcosa dentro di noi che ci porta a questo. All’aggressione del debole. E credo che sia una delle tracce del peccato originale».

Leggi anche: Allarme cyberbullismo: è la maggiore fonte di angoscia degli adolescenti europei

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