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Elezioni di Midterm in America? Passano gli emendamenti pro-life!

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In West Virginia ed Alabama le consultazioni su temi etici vedono vittoriosi i difensori della vita umana. Un aggiornamento sui positivi risultati ottenuti negli ultimi mesi in tutto il mondo.

Il risultato elettorale di Midterm negli Stati Uniti ha visto, com’era stato previsto dai sondaggisti, la conquista dei democratici della Camera dei rappresentanti, mentre il Senato è rimasto saldamente in mano repubblicana. Una mezza vittoria (o mezza sconfitta) per Donald Trump, il quale è stato votato dal 49% dei cattolici mentre il 50% ha votato per i democratici. Un piccolo calo di favorevoli in quanto erano il 52% i cattolici che lo avevano sostenuto nel 2017.

Quel che pochi osservatori hanno scritto è che vi sono state consultazioni in diversi stati su altre questioni importanti. In due di essi, i cittadini hanno votato a favore di emendamenti a favore della vita. Parliamo del West Virginia e dell’Alabama, mentre in Nord Dakota i cittadini hanno votato contro la legalizzazione della cannabis (che è passata, invece, nel Michigan).

In West Virginia, ex roccaforte democratica, il 52% dei cittadini ha approvato un emendamento in cui si afferma: «nulla in questa Costituzione protegge o tutela il diritto all’aborto o richiede il finanziamento dell’aborto». In Alabama, invece, un altro emendamento ha ottenuto una chiara vittoria, raggiungendo il 59% dei voti. E’ così stata inserita nella Costituzione dello Stato tale affermazione: «si dichiara che la politica pubblica di questo stato è quella di riconoscere e sostenere la santità della vita nascente e dei diritti dei bambini non ancora nati. Ancora più importante, si sostiene il diritto alla vita in qualsiasi circostanza e la costituzione di questo stato non protegge il diritto all’aborto e il suo finanziamento pubblico». In Oregon, al contrario, è stato sconfitto un disegno di legge che avrebbe limitato i finanziamenti statali all’interruzione di gravidanza.

Ne approfittiamo per aggiornare i nostri lettori sulle numerose vittorie ottenute negli ultimi mesi da chi si oppone alla cultura dello scarto. Il governatore della California, Jerry Brown, ha posto il veto ad una legge che avrebbe imposto alle università pubbliche di fornire pillole abortive agli studenti tramite i centri sanitari studenteschi. Nel Missouri, nell’importante città di Columbia, non è stata rinnovata la licenza alla penultima clinica in cui si effettuavano interruzione di gravidanza, legata a Planned Parenthood, ne rimane solamente una. Sempre nel Missouri, a Saint Louis, un giudice federale ha cancellato un’ordinanza che avrebbe impedito alle organizzazioni religiose o pro-life (come scuole, associazioni ecc.) di rifiutarsi di assumere sostenitori dell’aborto e di affittare locali a cliniche per l’interruzione di gravidanza.

In Oklahoma è stata invece approvata una legge che consente alle agenzie d’adozione di continuare ad operare secondo le proprie convinzioni, rifiutandosi di inserire i minori all’interno di coppie dello stesso sesso. Il governatore dello Iowa, Kim Reynolds, ha firmato la legge sul battito cardiaco fetale, che proibisce ai medici di eseguire un aborto dopo il rilevamento del battito del cuore del bambino. Un interessante studio dell’Università della California ha rilevato che sono 27 le città statunitensi che potrebbero essere identificate come “deserti dell’aborto”, in cui la struttura più vicina che pratica la soppressione dei bambini non ancora nati si trova a più di 100 miglia di distanza.

Il parlamento della Svezia, il Riksdag, ha respinto con 128 voti (contro 60) un disegno di legge favorevole all’introduzione dell’eutanasia. Il parlamento di Israele, il Knesset, ha respinto un disegno di legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, affossandone anche uno sulla maternità surrogata. Il Consiglio di Stato di Francia ha ritenuto non auspicabile la modifica della legge che vieta l’aiuto al suicidio e l’eutanasia, in quanto la legge Claeys – Leonetti è recente ed è stata adottata con ampio consenso dopo approfondito dibattito, per l’impatto simbolico particolarmente negativo sulle persone più vulnerabili e affermando che l’assistenza medica al suicidio sarebbe in contraddizione con le missioni della medicina definite dal Codice deontologico.

La principale associazione di medici della Spagna, l’OMC (Organización Médica Colegial), tramite il presidente Serafin Romero ed il coordinatore Marcos Gómez Sancio, ha descritto l’eutanasia come una pratica che è “totalmente contro” il lavoro del medico e ha considerato “indecente” la sua legalizzazione, che «sarebbe la peggiore crisi nella storia della medicina, un flagello terribile per la nostra professione». Una posizione condivisa dal dott. Rogelio Altisent, direttore del Dipartimento di Profesionalismo y Ética Clínica dell’Università di Saragozza, secondo il quale «è irresponsabile voler legiferare sull’eutanasia, un ricatto per i più deboli della società».

 

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