Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 01 Agosto |
Sant'Ignazio di Loyola
home iconChiesa
line break icon

4 “esercizi” che un parroco può fare per rendere più efficace il proprio modo di comunicare

YOUTH SYNOD PREPARATION

© Mazur/catholicchurch.org.uk (CC BY-NC-SA 2.0)

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 08/11/18

Piccolo consiglio per i sacerdoti: un linguaggio troppo ecclesiale può creare non pochi problemi con i fedeli!

Un bravo parroco per essere anche un buon comunicatore non deve parlare in modo “ecclesiale”. InPoche chiacchiere! (Collana I PRATICI ELLEDICI)”Giorgio Agagliatispiega gli elementi di cui deve tener conto per lanciare messaggi efficaci ai suoi fedeli.

Ogni comunicatore cristiano è chiamato a sviluppare, accanto all’approfondimento della conoscenza, e dunque deve sapere bene di ciò che parla, un talento divulgativo alla Piero & Alberto Angela. 

I “pericoli” del gergo

Utilizzare un linguaggio troppo specialistico, ad esempio, dà l’impressione di un fastidioso snobismo intellettuale, di un inutile e un po’ vanesio sfoggio di cultura e, soprattutto, di una sorta di incomunicabilità, che certo non giova alla comunione dei fedeli e al senso di appartenenza alla comunità.

E’ opportuno e necessario, poi, che chi appartiene a un’esperienza particolare di Chiesa, come un’associazione o un movimento, impari a distinguere tra il proprio ambito di appartenenza e la comunità ecclesiale allargata.


YOUTH MEETING WITH PEDRO OPEKA

Leggi anche:
11 suggerimenti per essere dei bravi oratori nella vostra parrocchia

Fraintendimenti

Queste attenzioni valgono anche, e a maggior ragione, quando la Chiesa comunica verso l’esterno. Troppe volte i fraintendimenti nell’opinione pubblica nascono dal convergere di due errori: l’incapacità di esponenti della Chiesa di tradurre adeguatamente il proprio linguaggio e la forzatura operata dai media di impianto laicista.

La chiarezza di Francesco

POPE FRANCIS
Antoine Mekary | ALETEIA | I.MEDIA

Tra i grandissimi meriti di Papa Francesco, che è veramente anche maestro di comunicazione, c’è quello di parlare sempre la stessa lingua, sia dentro, sia fuori la Chiesa. Il suo è un parlare semplice e chiaro, non per questo meno profondo, anzi, profondo proprio per questo, perché è un parlare che raggiunge ogni mente e ogni cuore senza ambiguità.

La formazione che non funziona

Ma anche dove c’è una retta volontà e una pura intenzione, può accadere che l’ecclesialese prenda la mano per, diciamo così, deformazione professionale.

È in parte, come si è già detto, un problema di formazione: nei percorsi di preparazione al Ministero Ordinato (presbiteri e diaconi) si dà in genere pochissimo o nessuno spazio alle tecniche di comunicazione. Si tratta ampiamente della Comunicazione con la C maiuscola, cioè della dimensione teologica della relazione tra Dio e l’uomo. Ma la «cassetta degli attrezzi» non viene quasi mai fornita.


MEETING ROOM

Leggi anche:
7 regole per evitare che le riunioni nella vostra parrocchia siano scoccianti

Le 4 fasi

Qual è l’antidoto contro tutti questi rischi? È un procedimento, un “esercizio” in quattro fasi.

Prima fase: scrivo un articolo o una relazione, o preparo un intervento, una catechesi, un’omelia su un tema sul quale mi sento preparato, e uso il linguaggio che mi viene più spontaneo.

Seconda: cerco il ritorno, il feedback di un piccolo panel di persone che mi vogliono bene e perciò parlano chiaro e che, possibilmente, conoscono bene la comunità dei destinatari.

Terza: ascolto e leggo i migliori comunicatori cristiani (e do un’occhiata a questo manuale …).

Quarta: rivaluto ciò che ho preparato alla luce della seconda e della terza fase, e intervengo di conseguenza. Con quale criterio? Quello essenziale è che se il tasso di ecclesialese eccede il minimo fisiologico, bisogna correggersi.

Lo scopo dell’evangelizzazione e della pastorale è portare e far a restare a bordo tutti, non selezionare un equipaggio d’élite. I linguaggi della Chiesa, per conseguenza, non sono iniziatici, ma invogliano a iniziare e proseguire un cammino.


SUN,WOMAN

Leggi anche:
Come parlare di Dio oggi? Il contributo illuminante di un filosofo convertito

Tags:
comunicazioneparroco
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
JENNIFER CHRISTIE
Jeff Christie
Mia moglie è rimasta incinta del suo stupratore – e io ho accolto...
2
Gelsomino Del Guercio
Don Patriciello richiama Fedez che incita all’aborto: i pre...
3
NEWBORN, GIRL
Annalisa Teggi
Genova: neonata lasciata nella culla per la vita. Affidata, non a...
4
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
5
BENEDYKT XVI O KAPŁAŃSTWIE
Gelsomino Del Guercio
Nella Chiesa “separare i fedeli dagli infedeli”. La stoccata di B...
6
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
7
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni