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Cosa ti ha reso schiavo quest’oggi?

Por ThaiPrayBoy/Shutterstock
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E me ne rendo conto?

di João Antônio Johas

Il Catechismo parla del peccato e della salvezza di Cristo. Anche se entriamo nella Vita di Cristo mediante il Battesimo, ovvero iniziamo una vita totalmente nuova, in cui il peccato originale è stato rimosso, è anche vero che continuiamo a sperimentare la concupiscenza, una certa tendenza al male, che come ci dice il Catechismo resta per il combattimento. Quale combattimento? Quello spirituale. Attraverso di esso, possiamo scegliere liberamente di allontanarci dal male e di camminare verso Dio, sempre aiutati dalla sua Grazia, senza la quale non potremmo far nulla.

Spesso, però, non ce ne rendiamo conto. Dimentichiamo molto facilmente che questa tendenza è reale in noi, e che se non lavoriamo per governarla ci condurrà su vie lontane dal Signore. La Chiesa, maestra di umanità, conosce il cuore fragile dell’uomo ed è sempre al suo fianco per accompagnarlo in questo cammino, insegnando, perdonando, incoraggiando a riprendere la lotta. Quando la Chiesa, ad esempio, parla dei sette peccati capitali o dei suoi comandamenti, non vuole imporre regole che limitino la nostra libertà. Al contrario, vuole illuminare la nostra coscienza perché possiamo essere più liberi di scegliere il bene e respingere ciò che ci fa male.

Il peccato agisce nel campo spirituale come la schiavitù in quello materiale. Ci prende, ci lega in modo tale che rimaniamo soli, immersi nel nostro egoismo, nell’autocontemplazione, chiusi in noi stessi. Vale la pena di chiederci oggi cosa ci tiene lontani da Dio e dagli altri. E se non è facile pensare da soli, cerchiamo di ascoltare ciò che ci dice la Chiesa, quello che ci ha detto Papa Francesco, o fare un esame di coscienza tenendo conto dei comandamenti di Dio e della Chiesa (dimenticando quella visione autoritaria e pensando che quei comandamenti sono segni di misericordia nei nostri confronti).

Gesù ci ha liberati dal peccato, ma questa liberazione deve diventare effettiva in ciascuno di noi attraverso la nostra accettazione e la cooperazione per condurre un’esistenza sempre più libera, riconciliata. A volte non è semplice e può anche venire la tentazione di voler tornare alla schiavitù. È accaduto al popolo di Israele nel deserto, che di fronte alle difficoltà si chiedeva se non sarebbe stato meglio rimanere schiavi in Egitto. Ma non è meglio. Dio ha un progetto per noi, una terra promessa alla quale ci vuole condurre. Per arrivarci, però, dobbiamo purificarci da tutto ciò che ci lega ancora a quella vita di schiavitù. Solo così potremo essere davvero figli liberi di Dio.

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