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Giuditta: sposando lui, che era in carcere, Dio mi chiamava alla vera libertà dell’amore

GIUDITTA, BOSCAGLI
Giuditta Boscagli
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Prima fidanzata di un detenuto, poi da moglie lo accompagna a ricominciare dopo il buio del male. E ora Giuditta e suo marito stanno abbracciando la misura di Dio, la misericordia, ospitando in casa un ragazzo uscito da una comunità per minori

Il giorno del mio matrimonio io ero felicissima di poter donare a Dio quello che Lui mi aveva donato per primo. Sulla porta del nostro frigorifero abbiamo attaccato la predica del prete che ci ha sposati e questa frase di Don Giussani sull’amicizia: «Che Cristo diventi presenza al nostro cuore, alla radice di tutto ciò che esprime la nostra persona e il nostro essere. La nostra compagnia sarà solo per questo, mirerà solo a questo». Nella compagnia che faccio a mio marito, e che lui fa a me, non desidero nient’altro.

Un’altra compagnia è entrata in casa vostra. Mi racconti?

Ci pensavo pochi giorni fa, a come tutte le cose più belle e importanti della mia vita non le ho mai scelte, né le avrei mai immaginate. La vita è imprevedibile ed è una meraviglia.

Diciannove mesi fa ci siamo ritrovati davanti al volto di un ragazzo non italiano che viveva in una comunità per minori non accompagnati; compiuti i 18 anni, come capita a tutti quelli nelle sue condizioni, è stato messo sostanzialmente sulla strada. Lui era felice di godersi quella nuova libertà, ma fin dalle prime settimane si è visto che questa libertà era difficile da gestire: mantenersi non è semplice, vivere una vita serena è impossibile se non si ha un luogo vero in cui stare. Gli ho proposto di venire a stare da noi. Noi siamo sposati da 4 anni, non ci sono problemi medici che dicano di un impedimento alla vita, ma non abbiamo ancora figli. Abbiamo una stanza in più che è vuota, quando gli ho proposto di venire da noi gli ho detto chiaramente: “Non ti sto proponendo una camera in affitto, ma una famiglia”. Ora chiama «nonni» i miei genitori e quelli di mio marito.

FIORI, GIUDITTA, BOSCAGLI
Giuditta Boscagli

In tutta questa storia che abbiamo raccontato, che guadagno c’è stato per te?

È un guadagno inimmaginabile, io non potevo immaginare di arrivare a godere di tutta la mia vita come mi succede ora. Nel cammino di Fede che sto facendo mi accorgo che l’incontro con mio marito è una parte importante della mia vocazione, ma continuo a vedere che c’è ancora di più. Mio cognato ci ha regalato per il matrimonio un quadro gigante con due fiori che da allora è appeso in sala; lui invece si è sposato la settimana scorsa e come bomboniera abbiamo portato a casa un bulbo, che ha subito cominciato a fiorire. Quindi mentre fuori è autunno in casa nostra c’è un profumo di primavera pazzesco. Mi sono riaccorta di quel quadro che avevo sempre sotto gli occhi: due fiori che sbocciano, è l’augurio di ogni giornata. La nostra vita sta fiorendo così tutti i giorni. Sono le radici, l’acqua e la terra che fanno quella bellezza lì; non è il fiore che se la dà da solo.

#heavensdoor

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