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Corvi: precursori della morte o “aiutanti” biblici?

RAVEN,BLACK,BIRD

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J.P. Mauro - pubblicato il 30/10/18

Un ripasso dei riferimenti biblici a una delle creature più inquietanti

Una delle poesie più popolari che saltano fuori nel periodo di Halloween è Il corvo, di Edgar Allan Poe. In essa, un narratore anonimo lamenta la perdita dell’amata Lenora quando un corvo entra in casa sua e a volte sembra burlarsi di lui pronunciando l’unica cosa che sa dire: “Mai più”. A un certo punto il narratore dice:

“Allor parvemi che a un tratto si svolgesse in aria, denso e arcan, come dal turibolo d’un angelo, un incenso. «O infelice, dissi, è l’ora! — e infin ecco la virtù e il nepente che imploravi per scordar la tua Lenora! Bevi, bevi il filtro e scorda! scorda alfin questa Lenora!»

Anche se molti ritengono che il narratore si chieda se in quel corvo c’è qualcosa di soprannaturale o meno, in realtà si tratta di un riferimento biblico.

Nel Libro dei Re, Dio invia una piaga sul popolo come castigo per la sua idolatria, ma decide di salvare il profeta Elia. Dio dice a Elia di recarsi nella valle di Querit, dove viene nutrito da corvi che gli portano pane e carne due volte al giorno per quasi un anno. Il narratore di Poe era forse esperto di storie bibliche, e per un momento si chiede se l’uccello sia venuto a prendersi cura di lui e a liberarlo dal suo dolore.

Il corvo è piuttosto presente nella Bibbia. È infatti il primo uccello che vi viene menzionato. Quando Noè voleva verificare se l’acqua stava arretrando, si sa che liberò una colomba che tornò con un ramo d’ulivo, ma prima inviò un corvo che non tornò indietro. I corvi sono uccelli molto intelligenti e possono essere addestrati, ma possono sussistere semplicemente cibandosi di qualsiasi tipo di carne o frutta, cosa che potrebbe spiegare perché non sia tornato da Noè.

I corvi sono in grado di cacciare, ma si nutrono prevalentemente di carogne e riescono a individuare l’odore della morte da enormi distanze. Si riuniscono allora in gruppo, noto in alcuni luoghi come “crimine” o “cospirazione”. Le “cospirazioni” di corvi si riunivano sugli antichi campi di battaglia per beccare i morti, un processo che inizia sempre dagli occhi. Così si legge nel Libro dei Proverbi (30, 17):

“L’occhio che guarda con scherno il padre e disprezza l’obbedienza alla madre sia cavato dai corvi della valle e divorato dagli aquilotti”.

Questo passo fa riferimento all’antico costume di lasciare che le spoglie dei giustiziati venissero sfigurate dagli uccelli e dalle intemperie, e suggerisce che chi è disobbediente o irrispettoso nei confronti dei propri genitori conoscerà forse un triste finale di questo tipo.

Il Levitico classifica il corvo tra gli animali immondi, probabilmente perché si nutre di carogne, ma – forse per il suo essere servizievole nei confronti di Elia – Dio si prende cura dei corvi. In Luca 12, 24, Gesù dice:

“Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete!”

Si trovano altri esempi del fatto che Dio aiuta i corvi nei Salmi – “[Il Signore] provvede il cibo al bestiame, ai piccoli del corvo che gridano a lui” – e in Giobbe – “Chi prepara al corvo il suo pasto, quando i suoi nati gridano verso Dio e vagano qua e là per mancanza di cibo?

Il corvo è stato per moltissimo tempo un simbolo della morte imminente, ma la Bibbia ne offre una visione diversa. Nel Cantico dei Cantici viene descritta una una persona bella con capelli folti come “grappoli di palma, neri come il corvo”, suggerendo che il colore del corvo sia ammirevole e desiderabile.

Alla luce del loro essere servizievoli e della cura che Dio offre loro, i corvi non sono forse tanto sinistri come vengono considerati a livello popolare. Quanto al loro posto nel pantheon del terrore a Halloween, non li vedremo più con gli stessi occhi, “mai più”.

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