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Come trovare più gioia nella propria vita… e come farla durare

JOYFUL WOMAN
Shutterstock
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I momenti migliori della vita sono effimeri, ma c'è un modo per catturarli e far sì che illuminino tutta la nostra esistenza

Qui a Dallas-Fort Worth è stata una stagione irragionevolmente piovosa. Piove quasi ininterrottamente da metà settembre – cosa del tutto insolita. Ammetto di non amare la pioggia, perché mi mette sonnolenza e mi rende pigra, affamata e irritabile.

Questa foto non mi rappresenta proprio. Ho bisogno del sole come gli introversi del silenzio – mi rinvigorisce e mi rende più felice di qualsiasi altra cosa, e quindi queste settimane di pioggia mi hanno davvero buttata giù.

Martedì scorso, però, è uscito il sole. Non per molto – per qualche minuto appena si è fatto strada tra le nuvole e ha gettato una luce ormai diventata poco familiare. Per fortuna ero fuori casa e sono riuscita a fermare tutto quello che stavo facendo, alzare il viso e crogiolarmici. Mi sono goduta ogni secondo di luce finché è durata, e quando il sole è scomparso di nuovo dietro le nuvole mi sono sentita più felice e piena di speranza di quanto mi sentissi da settimane. Quel momento mi ha incoraggiato nei tanti giorni di pioggia che sono seguiti.

Qualche giorno fa ho letto un articolo sulla mindfulness su Becoming Minimalist che ha richiamato quell’esperienza e mi ha fatto capire che il modo in cui scegliamo di sperimentare la vita influisce sulla nostra felicità più di qualsiasi altra cosa. L’autore parla di come possiamo cogliere dei momenti fugaci potenti e farli durare:

“È come se avessi imbottigliato quel momento, mettendolo in tasca, disponibile ad essere tirato fuori in qualsiasi momento. È la magia della mindfulness, che chiede di concentrare tutta la nostra attenzione sul momento presente. Impegniamo i nostri cinque sensi in modo potenziato, cogliendo dettagli che altrimenti potrebbero sfuggirci. La mindfulness ci permette di imbottigliare un momento, facendo sì che la sua magia duri ben oltre l’istante in cui termina.

Quel momento di due anni fa mi ha cambiato la vita. Mi ha posto sulla strada del minimalismo in un modo che non mi sarei mai aspettata. È stato un momento magico, e niente lo ha reso possibile o migliore o più ricco. In un momento di onestà, ho capito che il mio essere troppo attaccato alle cose probabilmente mi ha impedito di vivere più spesso momenti come questo”.

È straordinario il potere che può avere qualche minuto di luce solare – qualcosa che ho dato per scontato tutta l’estate, e in verità per la maggior parte della mia vita – quando non lo sperimentavo da tanti giorni. Mi ha reso nuovamente consapevole di quanti piccoli momenti do per scontati… momenti che non richiedono il fatto di andare da qualche parte o comprare qualcosa.

Le storie prima di andare a letto, ad esempio. Per noi erano un rituale ed erano seguite dalle preghiere. Quella routine era un dato di fatto, ma man mano che i bambini crescevano e la vita diventava più impegnata hanno iniziato a cadere nel dimenticatoio. Quando ho cominciato a lavorare non ero a casa al momento in cui i miei figli andavano a letto, il che ha infranto il nostro piccolo rituale sacro. Negli ultimi sei mesi, le storie prima di andare a dormire sono scomparse del tutto, diventando una cosa del passato. Come gli alligatori e i campi da golf, appartenevano alla nostra vita in Florida.

La settimana scorsa, però, Lincoln ha portato a casa dalla biblioteca un libro, I Want My Hat Back. Era un libro che avevamo quando vivevamo in Florida che si era perso durante il trasloco, ma che leggevamo spesso. I bambini lo adoravano perché facevo le voci di tutti gli animali, e prorompevano in gridolini di esultanza quando l’orso capiva finalmente chi aveva preso il suo cappello.

Lincoln lo ha tirato fuori dallo zaino una volta tornato da scuola e ha detto: “Mamma, guarda un po’ che libro ho! Ce lo leggi prima di dormire come facevi prima?” La sua richiesta mi ha quasi spezzato il cuore, e all’improvviso mi sono resa conto di quanto mi mancasse il nostro rituale delle storie prima di dormire. Era stato davvero un momento sacro per noi, che avevo lasciato scivolare via perché la vita era diventata troppo impegnata.

Ma non è davvero così. La vita non è mai troppo impegnata per una storia prima di dormire, soprattutto quando queste storie sono un momento prezioso per entrare in contatto con i propri figli. Allo stesso modo, la vita non è mai troppo impegnata per volgere il viso verso il sole quando fa una breve comparsa, o per dare a un figlio un ultimo abbraccio prima della scuola. Sono questi i momenti che definiscono la nostra vita, e scegliere di custodirli può fare la differenza tra una vita piena di stress e una piena di gioia.

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