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Le parole che mancano al Sinodo

WYKORZYSTYWANIE DZIECI
Shutterstock
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Don Fortunato Di Noto scrive con dolore circa l'assenza delle parole "pedofilia" e "pedopornografia" dal documento finale del Sinodo

Pedofilia e pedopornografia parole assenti nel documento finale del Sinodo dei giovani 2018. Le varie forme di abuso sono espresse, nei tre snodi cruciali (da n. 21 a 31): la novità dell’ambiente digitale con le sue opportunità e sfide, i migranti come paradigma del nostro tempo con le sue violenze e vulnerabilità, e riconoscere e reagire a tutti i tipi di abuso.

Snodi decisivi che dovranno sempre di più essere affrontati; nuove sfide e impegni non derogabili affinchè non accadano più. Prendiamo l’aratro e ariamo un terreno tossico, perverso, corrotto, malato. Una terra acida e putrida. Un impegno centrale e fondamentale per una Chiesa profetica e “madre” che protegge i deboli, i poveri, i vulnerabili, gli scartati della società e che non sia più una “cattedra di pestilenza”.

Comunque sia la pedofilia e la pedopornografia – definite, dalle leggi civili e non solo, nuove forme di schiavitù – non vengono mai citate, spero non sia stato per paura, né per rimozione del problema. Auspico che sia sottinteso tutto nella categoria di “abuso” . Tanti sono i giovani che subiscono violenza e abuso (n. 41) ma nell’elenco l’assenza di ciò che è definito, sempre più, da molti un crimine inenarrabile, quando solo si pensa che anche i neonati sono brutalmente abusati.

Ciò non significa che non si è ribadito il fermo impegno contro tutti i tipi di abuso e quello di impegnarsi a fare verità e chiedere perdono (n.29-31). Le parole hanno un loro significato e possono aiutarci a contestualizzare un fenomeno drammatico, tragico che riguarda i più piccoli: i bambini e non solo i giovani.

La stessa parola bambino/i è utilizzata solo una volta (n. 41,42 e 131), si richiamano le violenze perpetrate sui bambini soldato e di strada. La parola giovani/giovane viene citata n. 346 volte ed è pacifico questo dato, del resto il Sinodo è dei e per i giovani. Chissà se è arrivato, anche il tempo, per un Sinodo dei e per i bambini, un sogno che da anni mi ritorna in mente e che sommessamente quasi lo esigo per i “prediletti del Signore” (del resto Gesù parla agli adulti prendendo come modello i bambini. cfr. Mt 18,1-10).

I piccoli (che diventeranno giovani) stanno rivoluzionando e rinnovando la Chiesa e la società, anche semplicemente con il loro “farfugliare”.

Se partiamo da loro, se li accogliamo e proteggiamo: produciamo l’antidoto contro la pedofilia e la pedopornografia. Contro ogni abuso ai piccoli.

Il web è anche, tra opportunità e risorse, un canale di diffusione della pornografia e di sfruttamento delle persone a scopo sessuale (n. 23) e la diffusione pervasiva della pornografia digitale e l’esibizione del proprio corpo on line (n. 37); la digitalizzazione del corpo ha aumentato il naufragio nelle periferie digitali e la mercificazione. Internet è una grande opportunità (n. 21- 22) che deve essere responsabilmente utilizzato restando vigili per non perdere la propria identità, quest’ultima, l’identità e relazioni, molto evidenziata nel testo finale infatti l’identità, o si ha o non si ha e la sua crisi, indubbiamente è generata, l’aumento di separazioni, divorzi, seconde unioni e famiglie monoparentali può causare nei giovani grandi sofferenze (n. 32-44). Il dark web, mi permetto questa precisazione, è la parte quasi inaccessibile agli utenti della rete e non può essere solo definito caso estremo, nel territorio di solitudine, manipolazione, sfruttamento e violenza, (n. 23), per gli addetti ai lavori, è peggio, molto di più di quanto uno può immaginare, curiosando.; avrei, invece, citato il deep web che pur avendo delle criticità (accesso a dati sensibili, notizie riservate ed altro) è molto utile per le informazioni censurate, per la libertà di pensiero e di stampa, per i dissidenti politici e le rivolte per la libertà e la conoscenza di oppressori e corrotti. Confermiamo il fatto che è sempre l’uomo a rendere utile o pericoloso il web.

Il documento finale: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, avrà modo di essere letto, recepito, incarnato nei prossimi anni. Papa Francesco, nel Discorso di chiusura del Sinodo, ha sottolineato che : «Noi abbiamo fatto un documento, noi l’abbiamo approvato, adesso lo Spirito Santo ci dà a noi questo documento perché lavori nel nostro cuore. Siamo noi i destinatari del documento. Perché questo documento lavori in noi, bisogna fare preghiera, studiarlo, ma è per noi principalmente. Aiuterà tanti altri, ma i primi destinatari siamo noi. È lo Spirito che ha fatto tutto questo, e ora torna a noi. Non dimenticarlo.»

Non lo dimenticheremo, Santo Padre.

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