Aleteia
venerdì 23 Ottobre |
San Giovanni Paolo II
News

Manca ancora molto per vincere la guerra contro la fame

Paul De Maeyer - pubblicato il 26/10/18

Presentata l’edizione 2018 dell’Indice globale della fame

Nella lotta contro la fame e la denutrizione sono stati raggiunti nel periodo che va dal 2000 ad oggi traguardi ragguardevoli, ma conflitti e conseguenze dei cambiamenti climatici rischiano di azzerare questi progressi, come sta già succedendo in alcuni Paesi del mondo.

Questo è in sintesi il messaggio lanciato dall’Indice globale della fame 2018 (o GHI, dall’inglese Global Hunger Index), presentato giovedì 11 ottobre a Berlino dalla ONG Welthungerhilfe – attiva in tre continenti e in 38 Paesi del pianeta, tra i quali la Corea del Nord –e anche a Milano dal Cesvi (acronimo di Cooperazione e Sviluppo).

Situazione generale

Dal nuovo rapporto, giunto alla sua tredicesima edizione e realizzato dalla ONG tedesca in collaborazione con l’agenzia umanitaria irlandese Concern Worldwide, emerge che a livello mondiale il GHI è sceso da 29,2 nel 2000 a 20,9 oggi, cioè un decremento del 28%.

A permettere il miglioramento è stato il calo registrato in ciascuno dei quattro indicatori chiave usati per calcolare l’indice, che è un valore statistico che va da 0 (fame zero) a 100 (valori massimi su tutta la linea), cioè denutrizione, malnutrizione acuta o deperimento (wasting in inglese), malnutrizione cronica (stunting) e mortalità infantile.

Nei Paesi inclusi nel rapporto, la proporzione della popolazione che risulta denutrita è scesa nel periodo che va dal 1999-2001 al 2015-2017 dal 17,6% al 12,3%. Inoltre, la quota di bambini sotto i cinque anni di vita detti stunted (affetti da malnutrizione cronica) è diminuita dal 37,1% nel 1998-2002 al 27,9% nel 2013-2017. Invece più ridotto è stato il calo di bambini colpiti da denutrizione acuta (wasting): dal 9,7% al 9,3%. Un calo importante è stato registrato infine nella mortalità di bambini nella fascia 0-5 anni: dall’8,1% nel 2000 al 4,2% nel 2016.


HUNGER

Leggi anche:
Una persona su nove nel mondo soffre la fame

Tre Paesi che nel 2000 avevano ancora dei livelli di fame “estremamente allarmanti”, cioè Angola, Etiopia e Ruanda, sono riusciti ad esempio a diminuire i loro indici di 20 o più punti. Fondamentale è stato in tutti e tre i casi il fatto che i Paesi in questione sono usciti da una “distruttiva guerra civile”, ricorda il rapporto.

La situazione in alcune regioni

Secondo il rapporto, con un GHI rispettivamente di 30,5 e 29,4, le due regioni del mondo con l’indice più alto sono l’Asia meridionale e l’Africa subsahariana. I valori relativi ai quattro indicatori base sono in entrambe le regioni “inaccettabilmente alti”, sottolineano gli autori.

Nell’Asia orientale e nel Sud-est asiatico, inoltre nel Vicino Oriente e nel Nord Africa, nell’America Latina e nei Caraibi, nell’Europa orientale e nella Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), il punteggio varia invece da 7,3 a 13,2.

Per quanto riguarda l’Africa subsahariana, dove il tasso di denutrizione era del 22% nel periodo 2015-2017, due elementi, cioè conflitti e condizioni climatiche avverse, espongono maggiormente le popolazioni della regione alla denutrizione.

In Paesi alle prese con crisi protratte il tasso di denutrizione è infatti circa due volte più alto rispetto a Paesi non affetti da guerre o conflitti. I dieci Paesi con il più alto tasso di mortalità sotto i 5 anni fra i bambini sono tutti situati nell’Africa subsahariana, di cui sette sono cosiddetti “Stati fragili” (Fragile States).

L’impatto del fenomeno climatico El Niño ha accentuato inoltre nel periodo 2015-2016 le alterazioni climatiche già presenti in questa parte del globo e ha condotto a periodi di siccità prolungate, raccolti ridotti e perdita di bestiame in molte zone del Continente.

  • 1
  • 2
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
fame nel mondoonu
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
i.Media per Aleteia
Il montaggio dietro alla discussa frase del p...
POPE FRANCIS AUDIENCE
Gelsomino Del Guercio
La fake news sul Papa che giustifica le union...
Gelsomino Del Guercio
Il Papa su coppie gay: serve una "legge di co...
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle pa...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
WOMAN, NECKLACE, GOLD
Annalisa Teggi
Disoccupata con 4 figli paga il medico con un...
Gelsomino Del Guercio
6 frasi di Papa Francesco sulle persone omose...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni