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Etiopia, il lungo processo di pace

SOLDIERS ETHIOPIA
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Il governo etiope ha annunciato il 22 ottobre di aver concluso un accordo di pace con l’ONLF, un gruppo di ribelli separatisti del sud-est del Paese, mettendo ufficialmente fine a più di tre decenni di insurrezioni.

È una nuova vittoria diplomatica, quella riportata dal primo ministro etiope, Abiy Ahmed. Un accordo di pace è stato concluso domenica 21 ottobre tra il ministro etiope agli Affari Esteri Workneh Gebeyehu, il vice-presidente della regione somala Mustafa Omer e alcuni membri del Fronte Nazionale di Liberazione dell’Ogaden (ONLF), uno dei più antichi gruppi ribelli di Etiopia. Ufficialmente, questo accordo mette fine così a più di trent’anni di insurrezioni nella regione somala d’Etiopia.

Tre decenni di moti

«Le delegazioni del governo etiope e dell’ONLF hanno avuto discussioni produttive e hanno siglato un accordo storico che permette all’ONLF di continuare una lotta politica pacifica in Etiopia», ha spiegato il ministro etiope agli Affari Esteri con un comunicato. In agosto, a monte della firma dell’accordo, il Parlamento etiope aveva ritirato tre gruppi armati, tra cui l’ONLF, dalla lista delle organizzazioni considerate come “terroriste” dal Paese – per incoraggiare il gruppo a dichiarare un cessate il fuoco.

In parallelo, il 16 settembre un nuovo accordo di pace era stato firmato in Arabia Saudita tra l’Etiopia e l’Eritrea, ricordando che la guerra tra i due paesi – durata vent’anni – era terminata e che ormai era prioritario lavorare su una grande cooperazione. “Prossimamente” dovrebbero vedere la luce degli specifici accordi economici.

Un primo ministro riformatore?

Con questi due accordi di pace e con la liberazione dei prigionieri politici, Abiy Ahmed, che ha assunto le proprie funzioni in aprile, rimanda l’immagine di un primo ministro riformatore che tenta di aprire lo spazio democratico e di riconciliare il potere centrale con differenti gruppi di opposizione.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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