Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!
Aleteia

Desirée Mariottini. Una morte atroce e l’omertà sulla natura del male

DESIREE MARIOTTINI
Andrea Ronchini / NurPhoto / AFP
Condividi

Un fatto che è passato dalla cronaca gialla a quella nera; una morte atroce in un contesto di degrado e criminalità che doveva essere sradicato prima.

L’uomo ha bisogno di un busto, se no cresce storto

Senza la legge a difesa dei deboli e la forza del diritto contro la prepotenza, imposti come un busto su una colonna scoliotica, l’umanità tende al deforme; l’uomo, ogni uomo, può arrivare a tanto e persino oltre. E lo vediamo allo stesso modo nelle frange disagiate di criminali che si associano per delinquere pressoché indisturbati e, mutatis mutandis con tutti i distinguo del caso, nelle reazioni scomposte sebbene solo verbali di chi tra noi propone la sua risposta a questi fatti agghiaccianti.

Come non capire il desiderio di fare giustizia alla povera Desy? Eppure prima di cliccare “condividi” a post del tenore di questo si potrebbe riflettere di più, e chiamare in soccorso la memoria, la storia, basterebbe anche solo la domanda giusta rivolta a google.

Ha ragione il figlio d’arte (?) ad invitare ad uno sforzo di immedesimazione: Desirée è mia figlia, la tua, tua cugina, una sorella, un’amica. Fa bene anche ad invitare ad essere virili e a mettere le cose a posto, certo. Ma come? Dimostra invece di travisare totalmente il monito evangelico che mette in ridicolo quando parla della politica del porgere l’altra guancia.

I nostri corpi sono tempio di Dio. Anche quello di Desy

Se penso a Desirée la immagino appena nata, poi bimbetta, e in un attimo quasi donna; aveva già sedici anni quando si è infilata in quell’inferno, è vero, ma forse era già stata scandalizzata abbastanza quando ancora era una piccola e poteva avvicinarsi con più docilità al Signore. Meglio il richiamo alla macina da mulino legata al collo, allora, come evocazione evangelica.

E il suo corpo, così giovane e forse già violato e umiliato prima di questa ultima agonia, è stato in Cristo il tempio di Dio e né il Padre né il Figlio sopportano che se ne faccia mercato.

Ecco se devo pensare a Cristo e alla Sua indole in questo momento me lo immagino nel pieno della sua santa ira.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni