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L’ultimo selfie: rischiare la vita per una foto

COPPIA, SELFIE, COLOSSEO

Shutterstock

Per fare un selfie bisogna dare le spalle al vero spettacolo

Paul De Maeyer - pubblicato il 25/10/18

Altri dati

Inquietante è anche il fatto che il fenomeno sia in aumento esponenziale. Infatti, il numero di vittime è salito da 3 nel 2011 (anno incompleto) e 2 nel 2013 a 13 nel 2014, 50 nel 2015, 98 nel 2016 e infine 93 (anno incompleto) l’anno scorso, così rivela il rapporto.

Tra le cause di questo aumento, il rapporto menziona la diffusione sempre più alta di smartphone, di applicazioni specializzate per realizzare e ritoccare selfie, di gadget come i selfie sticks (i bastoni allungabili per fare autoscatti) e infine il fenomeno di concorsi tipo “il miglior selfie”.

Altrettanto significativa è l’età media delle vittime: 22,94 anni, cioè quasi 23 anni. Mentre 76 vittime facevano parte della fascia di età 10-19 anni, la proporzione più importante, ovvero 106 vittime, apparteneva alla fascia 20-29 anni. Solo 20 invece le vittime nella fascia di età successiva, cioè 30-39 anni.

Inoltre, così continua la ricerca, quasi tre quarti (il 72,5%) delle vittime erano di sesso maschile e il restante 27,5% donne. Per quanto riguarda proprio i maschi, 115 hanno trovato la morte in situazioni definite “a rischio”, rispetto a 27 donne. Sono invece 38 i maschi morti in situazioni ritenute “non a rischio”, rispetto a 31 donne.  

Per quanto riguarda i Paesi d’origine, la grande maggioranza delle vittime proviene proprio dall’India: 159, ossia più della metà del totale. Al secondo posto si piazza la Russia (con 16 vittime), seguita dagli Stati Uniti (14 vittime) e il Pakistan (11 vittime). Altre cinque vittime sono state segnalate in Turchia, quattro in Spagna e tre in Messico.

Il rapporto tra numero di vittime e numero di incidenti è approssimativamente 1:1, tranne in India, dove è 2:1. Questa particolarità, assieme al numero elevato di vittime nel Paese, ha secondo gli autori dello studio una doppia spiegazione. La prima è che i selfie – soprattutto quelli di gruppo – sono molto popolari in India. Inoltre, continua il rapporto, l’India è anche il Paese con la maggior popolazione di giovani al mondo (cioè di età inferiore ai 30 anni).


SELFIE TRAIN

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Le cause

La prima causa di morte durante un selfie sono gli annegamenti. Sono 70 le persone che in 32 episodi hanno perso la vita annegando per un autoscatto. Al secondo posto, con 51 vittime (in 28 incidenti), risulta la voce “trasporto”, che include tutte le vittime degli autoscatti realizzati troppo vicini ai binari o anzi davanti ad un treno in transito.

Mentre le voci “incendio” e “caduta” (tra cui alcuni rooftoppers, ossia scalatori di tetti e grattacieli, e anche una coppia di turisti precipitata da una scogliera in Portogallo) hanno provocato entrambe 48 vittime, colpisce la disparità nel numero di episodi: infatti, 41 incidenti sono inseriti nella voce “caduta”, rispetto ad uno solo (sic) nella voce “incendio”.

Poi ci sono i decessi per selfie legati all’uso di armi da fuoco, dove il numero più alto di vittime – un dato che in fin dei conti non sorprende – viene registrato negli USA. Le vittime per elettrocuzione sono 16 (in 13 incidenti), mentre otto sono rimaste uccise in sette incidenti per un selfie con animali.

Raccomandazioni

Per evitare o ridurre il numero di questi decessi (evitabili), già definiti “selfi(e)cidi”, gli autori del rapporto promuovono la creazione di cosiddette No selfie zones, cioè zone dove per motivi di sicurezza è vietato fare selfie. A Bombay, così ricorda lo studio, ne esistono già 16, mentre le autorità indonesiane vogliono crearne una sul Monte Merapi, uno dei vulcani più attivi del Paese.

Il fenomeno – o forse meglio sfida – dei selfie ad ogni costo, persino a costo della propria vita, ha senz’altro qualcosa di sconcertante, come nel caso di due giovani russi rimasti uccisi dallo scoppio di una granata che tenevano in mano per scattare un selfie, come ricorda il sito Priceonomics. Altrettanto sconvolgente il caso di un cittadino cinese caduto in un burrone mentre cercava di fare un selfie nei pressi di una cascata. Pare che l’uomo abbia scattato ancora un ultimo selfie mentre stava precipitando, suggerisce la stessa fonte.

Del resto, anche senza cadere in questi estremi, anche un semplice selfie diventa spesso quasi alienante, come ha osservato papa Francesco il 14 maggio scorso, quando durante l’incontro con la diocesi di Roma nella basilica di San Giovanni in Laterano ha raccontato una sua visita alla sede romana di Scholas Occurrentes.

“Erano contenti di vedermi, ma pochi davano la mano, la maggior parte stava col telefonino su: ‘Foto, foto, selfie, selfie!’. La loro realtà è quella, quello è il mondo reale, non il contatto umano. E questo è grave. Sono giovani virtualizzati. Il mondo delle comunicazioni virtuali è buono ma quando diventa alienante ti fa dimenticare di dare la mano, ti fa salutare col telefonino”, ha osservato il Pontefice.

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selfie
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