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In pieno 2018, un nuovo scisma scuote i cristiani

ORTHODOX

Saint-Petersburg Theological Academy-(CC BY-ND 2.0)

Aleteia - pubblicato il 25/10/18

La nascita dell’ortodossia

A Costantinopoli continuò a rafforzarsi la convinzione per cui un vescovo locale doveva gestire un patriarcato con autorità assoluta, anche se inferiore al papato a livello onorifico. La separazione si fece più netta per via delle differenze culturali tra il mondo latino e quello greco-orientale, che si estendevano anche a certi concetti teologici. Le differenze fondamentali erano però principalmente politiche: gli imperatori d’Oriente non volevano, alla fin fine, che la Chiesa del loro impero fosse sottomessa all’autorità straniera di un Papa insediato a Roma. Questo li portava naturalmente a sostenere le pretese di indipendenza dei patriarchi orientali.

Si verificò un breve scisma tra l’863 e l’867, chiuso dal Patriarca Fozio di Costantinopoli. Il grande scisma, però, non poté essere evitato: nel 1054, quando i rapporti con Roma erano già praticamente nulli, il Patriarca Michele Cerulario si impegnò a evitare ogni tentativo di ristabilirli. In questo contesto si riaprirono le polemiche già avviate da Fozio secoli prima sulle differenze tra i riti e i costumi latini e quelli greco-orientali. Si sottolinearono anche le discordanze teologiche, e soprattutto si smise di riconoscere il primato della giurisdizione del Papa, con una decisione in cui le altre Chiese d’Oriente seguirono quella di Costantinopoli. Lo scisma era ormai consumato, e il mondo cristiano si divise tra romani e ortodossi.

Le differenze tra cattolici e ortodossi

Il termine “ortodosso” in greco significa “dottrinalmente corretto”. Le differenze con la dottrina cattolica sono comunque molto poche. La più significativa riguarda la procedenza dello Spirito Santo: per gli ortodossi procede solo da Dio Padre, mentre per i cattolici procede dal Padre e dal Figlio. Questa discordanza ha avuto grande peso nello scisma del 1054, ma oggi è intesa come una differenza con enfasi teologica e non propriamente come una differenza dogmatica.

La prossimità dottrinale è tale che la Chiesa cattolica considera validi i sacramenti celebrati dalle Chiese ortodosse. Ciò è anche dovuto al fatto che la Chiesa cattolica riconosce che quelle ortodosse preservano legittimamente la successione apostolica.

Grosso modo, la grande questione che le mantiene separate è il primato di giurisdizione del Papa.

Altre differenze minori tra cattolici e ortodossi sono legate a calendario, norme disciplinari e costumi culturali.

ORTHODOX
Saint-Petersburg Theological Academy-(CC BY-ND 2.0)

Le differenze all’interno dell’ortodossia

Esistono 14 Chiese ortodosse autocefale, ovvero indipendenti le une dalle altre. Riconoscono il primato onorifico del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, ma non sono soggette alla sua giurisdizione. Questo primato ha carattere solo simbolico: il Patriarca di Costantinopoli è comunemente descritto, in latino, come “primus inter pares”, ovvero “primo tra uguali”.

In termini dottrinali, tutte queste Chiese professano la stessa fede e celebrano fondamentalmente gli stessi riti, con alcune differenze culturali.

Le 14 Chiese autocefale includono i 4 patriarcati dell’antichità (Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, che insieme a Roma formavano la “pentarchia” del primo millennio cristiano). Le altre 10 sono le Chiese di Russia, Serbia, Romania, Bulgaria, Georgia, Cipro, Grecia, Polonia, Albania e, congiuntamente, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Esiste anche la Chiesa Ortodossa d’America, con sede a New York, ma la sua autocefalia non è riconosciuta da tutte le Chiese – è emblematico che Costantinopoli non la riconosca.

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chiesa ortodossapatriarca bartolomeorussiascismaucraina
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