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Ogni momento può essere l’ultimo, sei pronto?

RAGAZZO, ATTESA, BUS

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 24/10/18

Non bisogna vivere con la paura della fine, ma il pensiero della fine può cambiare volto a ogni nostro giorno: la fedeltà è avere cura di ogni istante della vita sapendo che non è nostra

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa.
Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro.
In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi,
il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse;
quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». (Lc 12, 39-48)

“Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo”. A prima vista le parole del vangelo di oggi hanno più un effetto ansia che un effetto gioia. Ma se uno ci riflette si accorge che Gesù, nel vangelo di oggi vuole dirci che ogni momento può essere quello giusto per finire la vita. E se così è allora dobbiamo bandire tutto quello che ci distrae dal vivere bene, dallo scegliere cose che valgano la pena, dal relativizzare tante questioni che delle volte diventano come idoli terrificanti e bloccano i nostri percorsi umani.

Sono certo che ciascuno di noi se sapesse che questo potrebbe essere l’ultimo giorno della sua vita certamente valorizzerebbe più le relazioni che le cose da fare. Telefonerebbe a chi vuole bene, non rimanderebbe un abbraccio, non lascerebbe silenzi sospesi con alcuni, ne questioni aperte con le persone che ama. Se questo fosse il nostro ultimo giorno certamente rimetteremo i volti delle persone avanti alla lista delle cose da fare. È così che dovremmo vivere ogni giorno, dice Gesù. Perché ogni momento può essere quello finale. La fine della nostra vita non giunge con un preavviso. Giunge come un ladro. E i ladri giocano tanto sull’effetto sorpresa. Se è vero che non possiamo prevedere, possiamo però prepararci. “Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli”. Potremmo da qui tirare fuori una definizione di fedeltà: la fedeltà è avere cura di ogni istante della vita sapendo che essa non è nostra, e che ogni momento è unico perché potrebbe essere l’ultimo.

#dalvangelodioggi

Tags:
vangelo
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