Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 24 Giugno |
San Giovanni Battista
home iconFor Her
line break icon

Il mio Francesco è nato morto, ma dopo di lui ho avuto altri 4 figli

© DR

Universitari per la Vita - pubblicato il 24/10/18

Il racconto di una donna realizzata soprattutto nel suo essere madre, senza rinnegare né disprezzare le soddisfazioni professionali. Attraverso molte prove e molte gioie, una vita alla luce della fede e della devozione a Maria

Salve a tutti. Cosa dire, le mie esperienze, sia per quanto riguarda la mia professione che con i miei figli, sono davvero tante e ricche di gioie e preoccupazioni. La soddisfazione maggiore l’ho ricevuta nel dono di poter essere madre e accudire personalmente i miei bambini. Di fatti mi sono licenziata da un posto lavorativo di grande soddisfazione personale, da non paragonare a quella che ho provato nell’essere mamma. Le difficoltà non sono mancate, i momenti di umana paura nemmeno. I fatti sono tanti da raccontare, potrei scriverci un libro. Però in tutto questo tempo la fede mi ha sostenuta, in mezzo alle tempeste. Ora che i figli sono grandi, non mancano preoccupazioni, nostalgie, però non ho rimpianti. Ho la gioia di avere già sei meravigliosi nipotini. Continuo la mia professione di infermiera, mettendo al primo posto la carità verso chi soffre e nei confronti dei parenti. Vorrei raccontarvi di un particolare, molto significativo ed importante della mia vita di mamma. Per me ha sempre avuto una grande rilevanza il problema del rispetto della vita sin dal primo giorno di gestazione. Ricordo di aver firmato contro l’aborto appena uscita dalla scuola di infermiera ed aver subito prese in giro e frasi umilianti da parte di medici e colleghi. Tutto ciò non ha mai cambiato la mia ferma idea e il mio lavorare a favore dei sofferenti al fine di alleviare il loro dolore e sostenerli nonostante la sua intensità. Ma proseguendo, a 29 anni ero in attesa del mio quarto figlio, quando al 5° mese di gravidanza mi viene diagnosticata una mola embrionale che solitamente si manifesta nelle prime settimane, raramente durante la gravidanza avanzata: la placenta non nutriva più il bimbo.




Leggi anche:
No, non abortisco! Vado avanti fino a quando ci sarà il battito del suo cuore

Naturalmente mi hanno consigliato un aborto guidato, in quanto il bimbo non poteva sopravvivere e per me ci sarebbero state grosse e forse irrimediabili conseguenze, insomma non garantivano che potessi sopravvivere. In accordo con mio marito abbiamo deciso di portare avanti la gravidanza finché il cuoricino del piccolo non avesse smesso di battere spontaneamente. Il mio ginecologo mi rispettò e mi stette vicino mentre molto ostile si dimostrò la donna che eseguiva le ecografie. Alla fine il cuore del piccolo smise di battere e per me iniziarono grossi, grossi problemi. I medici furono chiari con mio marito, non dando tante possibilità di sopravvivenza. Fui aiutata tanto, non fui abbandonata nemmeno un istante in terapia intensiva. Nei momenti di lucidità chiedevo di farmi ritornare a casa dai miei tre piccoli. Non nascondo di aver continuamente pregato recitando un infinità di Ave Maria.


MAMMA, PARTORIRE, NEONATO

Leggi anche:
L’aborto non è riuscito, mio figlio è nato vivo. Ed è vissuto un’ora abbracciato a me

Finché non arrivò il momento del parto, una vera mobilitazione, sacche di sangue già pronte, infine nasce morto il mio Francesco, nello stupore generale di tutto il personale medico, nemmeno una goccia di sangue. Subii un tracciamento (raschiamento, probabilmente! Ndr) a mente serena, non potendomi addormentare a causa della pressione sanguigna molto alta. Quel giorno era il 7 ottobre ricorrenza della Madonna del Rosario che io non smisi un secondo di pregare e che mi sostenne in tutte quelle ore. Dopo Francesco sono nati altri quattro meravigliosi bimbi contro il parere di tutti i medici, tranne del mio ginecologo che forse aveva capito con chi aveva a che fare. Ecco direi che questo resta un memoriale per me sempre presente. (Lettera firmata)

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

Tags:
abortogravidanzamaternità
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
3
Giovanni Marcotullio
«I rapporti prematrimoniali?» «Un vero peccato!» «Ma “mortale”?» ...
4
MOTHER AND LITTLE DAUGHTER,
Silvia Lucchetti
Lui si suicida dopo aver ucciso le figlie: Giulia torna a vivere ...
5
saint paul
Giovanni Marcotullio
La Santa Sede contro il ddl Zan: è caso diplomatico
6
COUPLE GETTING MARRIED
Gelsomino Del Guercio
Il matrimonio si celebra in casa. La svolta della diocesi di Livo...
7
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni