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Perché Dio ha creato per ultima la donna?

DONNA, SORRISO, GIOVANE
Shutterstock
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Senza pretese teologiche, mi sono accorta di come cambia la giornata se rispetto l’ordine del creato voluto da Dio … ed è il miglior antidoto all’egoismo ansiogeno

Non c’è cosa più strana ed esaltante che accorgersi, nel quotidiano, di quanto sia vero ciò che è teologicamente noto: la Sua parola non passerà. Quando capita che una frase del Vangelo, o un versetto della Bibbia, calzi a pennello con la vita di oggi e abbia la stessa freschezza del trillo di un sms appena ricevuto da un’amica, c’è da restare a bocca aperta. O meglio: non solo capita che calzi a pennello, ma è il consiglio giusto che cercavi e attendevi.

Non c’è niente di più vecchio, trito, contestato, ripetuto a memoria o condannato a dimenticanza dell’inizio del libro della Genesi; eppure pochi giorni fa mi è sembrato che non ci fosse niente di più nuovo e clamoroso sulla faccia della terra. Se vogliamo, è un semplice elenco o un’agenda: la descrizione dell’ordine seguito da Dio nel fare il mondo. E prima viene la luce, e poi le acque, e poi la terra, e poi … e poi … e poi l’uomo. Dopo l’uomo, proprio in fondo, la donna.

A seconda delle situazioni, ho considerato questo brano da punti di vista poetici, umani, storici, filosofici. Qualche giorno fa mi è venuto incontro come una prescrizione medica, vergata da Dio proprio per me, per curare l’ansia che rode stomaco e neuroni e che altre medicine tamponano senza consolare.

Le dive si fanno attendere

L’uomo è il vertice della Creazione, arriva alla fine perché è la creatura più speciale tra le creature. La donna allora sarebbe il vertice del vertice – ironizzo. Se può esserci una lettura meritocratica nell’ordine della Creazione non è certo per motivi di orgoglio, quella vanità per cui le dive arrivano in ritardo e si fanno attendere. È invece per un senso di responsabilità.

Ci sono volte in cui, tra tutti i membri della mia famiglia, io sono l’ultima a uscire di casa. Di solito la scena prevede tre bambini e il papà in auto, con uno sportello aperto: facce che sbuffano e si chiedono quanto ancora ci metterà la mamma a sbucare dalla porta. Ne esce qualche frase ironica pronunciata al vento: “Eh, le donne devono scegliere i vestiti, pettinarsi e poi truccarsi”. Magari, rispondo mentalmente. Il più delle volte esco per ultima perché ho preparato ogni singolo componente della famiglia prima di me, compresi i dubbi amletici del marito su camicia o maglietta. Prima di chiudere la porta c’è spazio anche per quel pensiero tremendo sui fornelli spenti, i rubinetti chiusi e le crocchette per il gatto.

pixabay

Questo senso di responsabilità mi frega parecchio, perché deborda nel sentirmi padrona delle persone e delle cose; è già un grosso travisamento dell’agenda di Dio.

Quante cose da fare

La Genesi racconta che quando l’uomo arrivò sulla faccia della Terra, l‘universo era già zeppo di presenze luminose, rumorose, in movimento. Quando arrivò la donna, c’era pure un uomo in mezzo a tutto il resto. La poveretta non sarà stata mica interpellata perché le cose cominciavano a precipitare nel caos?

Ci sono sere in cui sono l’ultima a rientrare a casa. Apro la porta e vedo il pavimento pieno di giochi sparsi, si sentono urla e risate e miagolii da ogni angolo, la tavola è apparecchiata a metà e mio marito sta giocando a Master Chef con le pentole. Ci sono volte in cui l’ansia mi assale così repentina e ingestibile che comincio a cucinare o pulire con la giacca e la borsa ancora addosso. Mi do la colpa di non essere stata presente, ancora una volta fraintendo il mio posto nel mondo. Perché? Perché mi metto sempre al centro del racconto.

E così è stato un tuffo repentino e rigenerante accorgermi che la prima grande parola di conforto della Genesi è proprio il posto in fondo che mi ha riservato Dio: «Vieni, ho già pensato a tutto io. Guarda e partecipa» mi dice.

Il sole sorge prima di me

Per tutte le domande sofisticate abbiamo biblioteche intere di commenti formulati da intellettuali plurilaureati; per i bisogni davvero essenziali scopriremo di volta in volta con più chiarezza che la parola di Dio è una dispensa piena di tutto il necessario.

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