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La fama di santità di Santa Scorese: assassinata a 23 anni da uno psicopatico

SANTA SCORESE
Domaine Public
Santa Scorese, italiana assassinata nel 1991, serva di Dio in vista della beatificazione dal 1998.
Volontaria crocerossina dall'età di 15 anni, si è impegnata nel movimento Gen 2 di Chiara Lubich (Focolari), ha condotto una vita molto pia e di grande carità riguardo ai bambini malati, e annota tutte le sue riflessioni spirituali in un Diario. Fu pugnalata da un giovane psicopatico che non cessava di farle della avances.
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8 giorni prima di morire il profetico messaggio di abbandono a Dio, annotato nel suo diario: “Non quello che voglio io, ma quello che vuoi tu”

Una serva di Dio che durante gli anni del liceo comprende che il suo destino è quello di abbandonarsi al Signore, lasciando un esempio di giovane ed esemplare santità, tanto più in tempi di Sinodo.

La vita di Santa Scorese è stata strappata dalla furia cieca di uno psicopatico a soli 23 anni, ma il suo amore incondizionato al Signore oggi la sta conducendo verso gli altari più elevati.

Dai Focolari a Cl

Nata il 6 febbraio 1968 a Bari, Santa, fin da piccolina, assieme alla sorella più grande Rosa Maria, viene guidata cristianamente dal papà Piero, agente di polizia, e dalla mamma Angela D’Achille, casalinga. Frequenta la parrocchia del Santissimo Redentore e riceve i primi Sacramenti. Inizia così un personale cammino di spiritualità che la porta ad avvicinare, nel tempo, diversi movimenti cattolici: Focolarini, Missionarie dell’Immacolata, Comunione e Liberazione e Azione cattolica. Per lei ogni cammino incontrato è occasione di approfondimento e di verifica, all’interno di un percorso esistenziale di rara maturità: un suo ricorrente desiderio è quello di «essere sempre luminosa».

La lezione di filosofia

I suoi compagni di Liceo ricordano, in particolare, due episodi significativi. Il primo, quando, dopo una provocazione del professore di filosofia sull’inesistenza della verità assoluta, la vedono alzarsi ed esclamare, con decisione e coraggio, davanti alla classe: «Per me la verità assoluta è Dio, è Lui l’unica certezza e l’unico ente assoluto».

L’occupazione

Due anni dopo, in terza liceo, Santa viene a sapere che un ragazzo suo conoscente, leader del comitato studentesco, ateo dichiarato e dileggiatore nei suoi confronti, per la testimonianza di credente senza sbavature, era stato trattenuto in Questura, a seguito dei fatti di violenza durante l’occupazione della scuola. Ebbene, nel novembre 1986, tramite suo padre poliziotto, lei si adopera efficacemente per farlo rilasciare.

Il trasferimento

Conseguita la maturità nel luglio 1987, si iscrive alla facoltà di Pedagogia, ove consegue risultati lusinghieri, e nel medesimo anno si trasferisce con la sua famiglia a Palo del Colle, un paese vicino Bari, dove vivono i parenti materni. Il trasferimento familiare, con i suoi disagi, causa qualche sofferenza a Santa che però non si scoraggia.

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