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La lezione di Angelica morta a 26 anni di fibrosi cistica: l’amore sovrasta ogni cosa

ANGELICA ANGELINETTA

Facebook I Angelica Angelinetta

Silvia Lucchetti - pubblicato il 23/10/18

Scriveva piena di gratitudine la giovane testimonial della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica: "La vita è amare".

Oggi alle 14.30 sono stati celebrati nella chiesa di Dongo i funerali di Angelica Angelinetta, una ragazza di 26 anni coraggiosa e bellissima malata dalla nascita di fibrosi cistica che era diventata simbolo della lotta a questa malattia inguaribile. Cinque sacerdoti hanno celebrato il rito funebre nella parrocchia gremita di amici, conoscenti e persone commosse accorse per salutarla.

Angelica condivideva sui social la sua gratitudine nei confronti della vita raccontando una quotidianità difficile con una freschezza disarmante nonostante la malattia le togliesse letteralmente fiato, ossigeno. A ridarle respiro oltre alle medicine, “la mia camera da letto è sempre più simile ad una farmacia”, c’è sempre stata la sua famiglia, le amicizie nate nelle stanze d’ospedale, i volti pazienti e premurosi dei medici, il legame speciale con il fidanzato. A 25 anni dopo la laurea in mediazione linguistica era diventata testimonial della Fondazione ricerca fibrosi cistica.

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Sono malata da quando esisto

Nel 2017 si era sottoposta a un trapianto di polmoni e aveva raccontato la sua vita in un emozionante articolo su F magazine:

Sono malata da quando esisto: fibrosi cistica, una malattia genetica e degenerativa che mi dà continui problemi alle vie respiratorie. (…) Guarire no, è impossibile. Ma da bambina mica lo sapevo. Pensavo di essere come il Panda protagonista del mio libro preferito. (…) Inizio presto a fare dentro e fuori dagli ospedali. In 25 anni sono stata “dentro” 40 volte. (F)

CLAIRE WINELAND

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Non mi risparmio, non c’è tempo

Angelica aveva imparato a farsi le iniezioni da sola per avere più tempo libero da dedicare allo sport, alla musica, allo studio: camminava, correva, nuotava, “sì, posso farlo, tra una crisi respiratoria e l’altra”, suonava il sassofono…

Non mi risparmio, non c’è tempo. Tutto potrebbe finire troppo in fretta. Li ho visti gli occhi della mia amica Sally spegnersi a 23 anni per colpa di questa malattia. Ho pianto tutte le lacrime del mondo e ho odiato, per la prima volta, la fibrosi, per avermela portata via. (Ibidem)

“Angelica, il polmone è arrivato”

Nello stesso articolo racconta la telefonata che avvisa la famiglia della disponibilità di un polmone. Risponde il padre e quando riaggancia stringe forte Angelica. Il polmone è compatibile e dopo poco arriva il momento dell’operazione“sorrido, non ho paura. Chiudo gli occhi e mi sveglio due giorni dopo: sono viva”. 

Penso a chi mi ha regalato una seconda possibilità. Non conosco il suo nome, la sua età, il sesso, ma nel mio cuore me lo sono immaginato, lo vedo e lo sento a ogni respiro. I miei chirurghi sono i miei eroi, anche a loro va il mio grazie. Sono felice e grata alla vita. Ed è una sensazione bellissima. (F)



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Sono nata con la Fibrosi Cistica tra le braccia di due genitori meravigliosi

Gli occhi di Angelica parlano di lei, trasmettono dolcezza, pazienza, hanno la luce della speranza e dei sogni. Non la conoscevo prima di leggere i titoli dei giornali stamattina e la cosa che più mi ha emozionato è la profonda riconoscenza che non dimenticava mai di esprimere nei confronti della vita e di tutte le persone che le erano accanto, soprattutto la sua famiglia. Oggi nel Vangelo Gesù dice “Siate pronti” ed io ho pensato a questa ragazza. Ecco cosa scriveva sulla sua pagina Facebook:

“Sono nata con la Fibrosi Cistica tra le braccia di due genitori meravigliosi. Mi hanno riempita di dolcezza e forza ogni giorno, mi hanno curata con precisione e determinazione. Le terapie giornaliere non erano altro che un’ulteriore dimostrazione d’amore, un’occasione per riempirmi di coccole ed attenzioni”.

Mia sorella tiene sempre stretta la mia mano

“La mia meravigliosa sorella tiene stretta la mia mano sin da quando eravamo piccine, non mi ha mai fatto sentire diversa ma mi ha trasmesso tutto il suo essere speciale. Hanno trasformato ricoveri, flebo, punture, aerosol e antibiotici in una quotidianità necessaria ma per niente pesante”.

Vivere è la cosa più bella del mondo

Mi stupisce la profonda consapevolezza di Angelica, la capacità di accettare la sua storia e quindi la fibrosi cistica senza arrendersi e senza maledire.

“Crescere con questa malattia significa capire che vivere è la cosa più bella e rara al mondo e che i più, esistono solamente. Significa amare profondamente e sorridere con il cuore, vedere le cose in maniera diversa, meditare sulla mia vita con urgenza appassionata”.



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La Marafibrositona e la veglia di preghiera degli amici

E questa “urgenza appassionata” traspare in tutto: nelle parole mai scelte a caso, nei pensieri condivisi con le persone che la seguivano sui social, nell’impegno per raccogliere fondi per la ricerca. Aveva ideato la Marafibrositona, una corsa non competitiva a Gravedona ed Uniti. La scorsa edizione programmata per luglio si è svolta a settembre per aspettare Angelica molto provata fisicamente. In quell’occasione la sua comunità di Dongo, i familiari e gli amici hanno organizzato nella parrocchia di Santo Stefano una veglia di preghiera per lei: adorazione eucaristica e santa messa. L’iniziativa ha riempito di gioia Angelica che nel messaggio di ringraziamento ha scritto: “Ringrazio con tutto il cuore il mio Alto Lago dall’anima d’oro (…) Dopo un trapianto, purtroppo, è tutto sempre più difficile, ma anche stavolta il bene si è dimostrata la forza più grande al mondo. Grazie per questo spettacolo. La vita è amare”.

Grazie alla manifestazione di settembre è stata raccolta la somma di 80mila euro. «Sono incredula, è fantastico», aveva commentato Angelica.

Questa bestia mi ha fatto diventare quella che sono

“La Fibrosi Cistica è probabilmente la causa dei miei più grandi problemi e pensieri, ma è questa bestia che mi ha fatto diventare quella sono, che mi ha fatto conoscere le persone più importanti e speciali, che mi ha fatto capire i valori della vita, che mi ha circondato di persone stupende. Sostenete la ricerca, vogliamo guarire!”


L’ultima foto che ha condiviso su Instagram la ritrae sul letto d’ospedale abbracciata ai suoi genitori e a sua sorella. Teste, braccia, cuori stretti stretti intorno a lei. Quanto amore!

“L’amore sovrasta ogni cosa” scriveva Angelica, ed è proprio così. Quanta vita hai donato e doni ancora, Angelica!

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