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All Hallows’ Eve, Novena per la Festa solenne di tutti i Santi

Fra Angelico | PD

Il Cattolico - pubblicato il 21/10/18

24 Ottobre

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

Inno Veni Sancte Spiritus

(possibilmente cantato)

Veni Sancte Spiritus,

et emitte coelitus lucis tuæ radium.
Veni, pater pauperum,

veni, datur munerum,

veni, lumen cordium.
Consolatur optime,

dulcis hospes animæ,

dulce refrigerium,
In labore requies,

in æstu temperies,

in fletu solatium.
Oh, lux beatissima,

reples cordi intima tuorum fidelium.
Sine tùo numine,

nihil est in homine,

nihil est innoxium.
Lava quod est sordidum,

riga quod est aridum,

sana quod est saucium,
Flecto quod est rigidum,

fove quod est frigidum,

rege quod est devium.
Da tuis fidelibus,

in te confidentibus,

sacrum septenarium,
Da virtutis meritum,

da salutis exitum,

da perenne gaudium. Amen. Alleluia.

Ascoltiamo la Parola.

Dal Libro della Genesi – Gen. 3, 1-24

La caduta

[1]Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». [2]Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, [3]ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! [5]Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». [6]Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. [7]Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

[8]Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. [9]Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». [10]Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».

[11]Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».

[12]Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». [13]Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

[14]Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché tu hai fatto questo,

sii tu maledetto più di tutto il bestiame

e più di tutte le bestie selvatiche;

sul tuo ventre camminerai

e polvere mangerai

per tutti i giorni della tua vita.

[15]Io porrò inimicizia tra te e la donna,

tra la tua stripe

e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa

e tu le insidierai il calcagno».

[16]Alla donna disse:

«Moltiplicherò

i tuoi dolori e le tue gravidanze,

con dolore partorirai figli.

Verso tuo marito sarà il tuo istinto,

ma egli ti dominerà».

[17]All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare,

maledetto sia il suolo per causa tua!

Con dolore ne trarrai il cibo

per tutti i giorni della tua vita.

[18]Spine e cardi produrrà per te

e mangerai l’erba campestre.

[19]Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;

finchè tornerai alla terra,

perchè da essa sei stato tratto:

polvere tu sei e in polvere tornerai!».

[20]L’uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.

[21]Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.

[22]Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!». [23]Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. [24]Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita.

Pausa di silenzio.

Pater, Ave, Gloria

Preghiera Universale di Papa Clemente XI

Credo, o Signore,

ma che io creda più fermamente;

spero, ma che io speri con più fiducia;

amo, ma che io ami più ardentemente;

mi pento, ma che io mi penta con maggior dolore.

Ti adoro come primo principio;

ti desidero come fine ultimo;

ti lodo come eterno benefattore;

ti invoco come propizio difensore.

Guidami con la tua sapienza,

reggimi con la tua giustizia,

incoraggiami con

la tua bontà,

proteggimi con la tua potenza.

Ti offro, o Signore:

i pensieri, perché siano diretti a te;

le parole, perché siano di te;

la azioni, perché siano secondo te;

le tribolazioni, perché siano per te.

Voglio tutto ciò che vuoi tu,

perché lo vuoi tu,

nel modo in cui lo vuoi tu,

fino a quando lo vuoi tu.

Ti prego, o Signore:

illumina la mia intelligenza,

infiamma la volontà,

purifica il cuore,

santifica l’anima mia.

Che pianga i peccati commessi,

respinga le tentazioni,

corregga le inclinazioni cattive,

pratichi le virtù necessarie.

Concedimi, o Padre buono: l’amore di te,

l’odio di me,

lo zelo per il prossimo,

il disprezzo del mondo.

Che mi sforzi: di obbedire ai superiori,

di aiutare gli inferiori,

aver cura degli amici,

perdonare i nemici.

Che vinca: le passioni con la mortificazione,

l’avarizia con la generosità,

l’ira con la mitezza,

la tiepidezza con il fervore.

Che sia: prudente nel consiglio,

forte nei pericoli,

paziente nelle avversità,

umile nella prosperità.

Fa, o Signore: che sia attento nella preghiera,

sobrio nel cibo,

diligente nei miei doveri,

fermo nei propositi.

Che io mi sforzi di avere:

l’innocenza interna,

modestia esterna,

una conversazione esemplare,

una vita regolare.

Che vigili assiduamente:

nel domare la natura,

nel favorire la grazia,

nell’osservare la legge

e meritare la salvezza.

Che impari da te:

quanto è fragile tutto ciò che è terreno,

quanto è grande tutto ciò che è divino,

quanto è breve tutto ciò che è temporaneo,

quanto è durevole tutto ciò che è eterno.

Concedimi: di essere pronto alla morte,

di temere il giudizio,

di non cadere nell’Inferno,

di ottenere il Paradiso.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Colletta
Dio onnipotente ed eterno, che doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare in un’unica festa i meriti e la gloria di tutti i Santi, concedi al tuo popolo, per la comune intercessione di tanti nostri fratelli, l’abbondanza della tua misericordia. Per il nostro Signore…

Preghiera a S. Michele Arcangelo

“Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen”.

Preghiera mariana finale (possibilmente cantata)

“Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo Gloriosa et Benedicta”

Benediciamo il Signore

Rendiamo grazie a Dio.

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