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Scout, Cl, Cristo e un mare di amici: che carisma Giovanni Bizzozero!

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Giovanni insieme ad un gruppo di bambini
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Giovane testimone di santità, varesino, morto drammaticamente a soli 23 anni. Eppure il giorno del suo funerale sembrava quello del suo "matrimonio"

Diceva di avere Cristo davanti agli occhi. Solo così si può spiegare un carisma grande e generoso come quello di Giovanni Bizzozero. Un incidente stradale gli ha strappato la vita terrena, nel mezzo di una carriera brillante tra università, Comunione e Liberazione, Scout e tantissimi amici.

Descrive la sua storia Francesco Maria Nocelli in Giovani campioni – 20 storie di Santi a lieto fine” (edizioni Ares).

L’approdo negli Scout

Giovanni nasce a Varese il 29 settembre 1988, da papà Flavio, veterinario, e da mamma Ester, medico. Giovanni è il primo di cinque fratelli, con i quali fin da piccolo stringe un rapporto molto intenso. Vivono tutti insieme a Viggiù, un paese di 5000 abitanti in provincia di Varese.

Durante le scuole elementari, Giovanni fa esperienza come Scout, iniziando a frequentare, sotto la guida del Movimento di Comunione e Liberazione (fondato da don Luigi Giussani), l’Associazione scoutistica “Gruppi Guide Scout Varese“:  un’esperienza che si rivela educativa coinvolgente.

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L’iscrizione alla facoltà di Veterinaria

Dopo la scuola media si iscrive a liceo e qui inizia a delinearsi la personalità di “Bizzo”, così soprannominato dagli amici: una forte propensione all’amicizia come valore vero e personale.

Frequenta prima GS (Gioventù studentesca) e poi, all’Università il CLU (gli Universitari di Comunione e Liberazione). La scelta di Veterinaria corona il suo grande amore (ereditato dal nonno e dal papà) per natura e animali: in ogni essere vivente c’è l’impronta della mano di Dio.

È fedele ai gesti proposti dal Movimento, specie la Messa mattutina (spesso è quello l’appuntamento-invito lanciato agli altri studenti) e la preghiera. Quando ospita a cena amici con problemi di salute, oppure famiglie con malati, vede in loro Gesù. 

Cosa dicevano di lui i suoi colleghi

Una sua collega di studi ricordava: «La prima cosa che d’acchito mi ha colpito è stato il suo sguardo. Mi ha guardato e mi ha trattato come se mi conoscesse da anni, prendendosi a cuore la mia persona, facendomi sentire preferita, come se fosse importantissimo il fatto che io fossi lì». Un altro studente ammette: «La libertà nei rapporti è una cosa che gli ho sempre invidiato nel senso che aveva la capacità di raccontare quello che studiava o quello che faceva anche ai sassi, risultando assolutamente interessante, ma perché tutto era vero per lui!».

La “Clinica mobile”

Nell’ambiente universitario Giovanni è come un uragano: è presente nella Conferenza degli studenti della Statale, è rappresentante degli studenti nella propria Facoltà, elabora iniziative proiettate nel mondo del lavoro, crea la “Clinica Mobile”, con cui accompagna gli studenti nelle realtà agricole per sperimentare il lavoro di veterinario. Le sue serate a cena presso amici, conoscenti e studenti universitari non si contano.

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