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Stile di vita

Dio non dimentica mai il mio dolore. L'ho imparato da questo corto animato

CORTO ANIMATO

Public Domain

Catholic Link - pubblicato il 20/10/18

di Kristina Hjelkrem

Perdere qualcuno o qualcosa è dura. Molti avranno subìto la perdita di una persona amata, un addio doloroso, il fallimento di un progetto a cui si teneva o un’ingiustizia. Sono situazioni complicate, che ci segnano e cambiano la nostra vita.

L’esperienza del dolore ha il suo ciclo, ed è importante vivere ogni parte del processo e rispettare il tempo di cui ciascuno ha bisogno per riconciliarsi con le nuove circostanze. Ciò che conta è ricordare che per quanto possa essere dura la situazione che stiamo affrontando possiamo sempre darle un senso.

Il dolore ha il suo ciclo e va vissuto

Come la nostra protagonista, bisogna strappare i poster e piangere. Il dolore può essere immenso, ma la consolazione è più grande. Una delle chiavi del cristianesimo è che la storia di Cristo non finisce con Lui sulla croce, ma con un Cristo che risuscita ed è più grande della morte.

Per un cristiano il dolore ha un senso, ed è un altro dei progetti di cui Dio si avvale per mostrarci la via da seguire. “Dio ci sussurra nei nostri piaceri, ci parla nella nostra coscienza, ma grida nel nostro dolore”, ha scritto C.S. Lewis, e non poteva avere più ragione. In ogni sofferenza c’è una chiamata.

Non è che Dio voglia il dolore nella nostra vita. Il dolore è una delle ripercussioni del peccato e delle manifestazioni più chiare dell’esistenza del male al mondo. L’aspetto grandioso di Dio è che è talmente più grande del male da poterci aprire una strada in mezzo a quel dolore che manca totalmente di senso. Attraverso il dolore ci chiama alla riflessione, e a volte a cambiamenti molto concreti. La scelta migliore che possiamo fare di fronte alle situazioni di sofferenza è considerare il dolore come un’opportunità, riconoscendo il nuovo cammino che ci viene proposto.

Ricominciare

L’esperienza del dolore è un processo e tutto viene a suo tempo, ma ricominciare è la cosa migliore che si possa fare. Possiamo sentirci a terra, senza sapere quale sia il punto di partenza e pensando che ci stiamo avventurando su un terreno del tutto sconosciuto, e in effetti è così. Le circostanze difficili fanno parte della vita di tutti, e sono un percorso che ci viene proposto per poter raccogliere grandi frutti. La fine del nostro video non può esprimerlo in modo più chiaro – la contemplazione del mondo dallo spazio, il sogno della nostra protagonista divenuto realtà.

E allora siamo incoraggiati a cominciare a camminare, e facendolo riconosciamo la strada da seguire. Non possiamo vedere dove finisce né quale sia la destinazione finale, ma a poco a poco la strada salirà, scenderà e volterà (a sinistra o a destra?), e senza rendercene conto staremo ricostruendo una vita, che forse non sarà quella a cui pensavamo ma ha e avrà il suo fascino, il suo tocco di avventura. Chissà se quel grande dolore era proprio quello di cui avevamo bisogno…

Perché bisogna soffrire?

Dovrebbe essere più facile? Il dolore è un grande maestro, e una vita che conosce il dolore profondo coltiva la capacità di sperimentare con la stessa profondità felicità e allegria. È uno dei misteri più grandi della vita.

In ogni caso, grazie a Dio (e qui la ridondanza sta bene) Dio esiste, e riesce a far sì che ogni esperienza dolorosa comporti un cammino verso una felicità più piena. Ne sono prova le tante frasi di saggezza popolare come “Non tutto il male viene per nuocere” o “Quando si chiude una porta si apre una finestra” – frasi che ci ricordano che Dio ci chiama a un gran bene in mezzo a tanto dolore. Dobbiamo solo essere disposti a scoprirlo.

Qui l’originale di Catholic Link

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