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“Sorella, posso andare con gli angeli?”. Così la piccola Anna de Guignè è volata in cielo

Wikipedia/Creative Commons
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Una incredibile storia di santità ci regala questa bambina francese che già a 4 anni desiderava la Comunione e dialogava con Gesù e il suo angelo custode

Un giorno afferma: «Sulla terra si hanno delle gioie, ma non durano. L’unica gioia che dura è quella di aver fatto un sacrificio con amore». Le sue riflessioni, singolari in una bimba così piccola, destano stupore per bellezza e semplicità: «Basta invocare il tuo Angelo custode e lui ti aiuterà»; «Desidero per il mio Gesù un cuore puro come il giglio»; «Voglio affidare tutte le mie sofferenze a Maria affinché in Cielo le offra a Gesù».

La malattia

Il 19 dicembre 1921 si trova a Cannes con la famiglia. Già sofferente per dolori reumatici, all’improvviso è assalita da un fortissimo mal di testa e di schiena e alcuni giorni dopo le viene diagnostica una meningite. La sua salute peggiora inarrestabilmente, segnata da sofferenze che appaiono lancinanti. Con incredibile forza, a 11 anni, ripete: «Voglio offrire le mie sofferenze, come Gesù sulla croce».

L’angelo custode

Anna muore all’alba del 14 gennaio 1922, dopo un’ultima conversazione con una suora che l’assiste: «Sorella, posso andare con gli angeli?». «Certo, cara piccolina». «oh, grazie, sorella, grazie ancora!». Poco prima aveva detto alla mamma e ai fratellini che le era apparso il suo Angelo custode.

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