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San Giovanni Paolo II
Chiesa

Il Credo di Nicea spiegato parola per parola!

GOD

Michelangelo Buonarroti-PD

Catholic Link - pubblicato il 18/10/18

di Will Wright

Introduzione storica

Definiamo il Credo Niceno-Costantinopolitano “Credo di Nicea”. Il Credo di Nicea viene professato ogni domenica a Messa nel rito latino della Chiesa cattolica. Nei riti cattolici orientali e tra i nostri fratelli ortodossi separati, lo stesso Credo viene professato nella sua formulazione originaria.

L’unica differenza tra il Credo d’Oriente e quello d’Occidente è l’aggiunta della frase “e dal Figlio” nel paragrafo relativo alla processione dello Spirito Santo. Purtroppo questo disaccordo ha provocato grandi difficoltà e divisioni tra il cristianesimo occidentale e quello orientale.

Il Credo di Nicea è sorto dai primi due concili ecumenici della Chiesa. Il primo è stato il Primo Concilio di Nicea, del 325, il secondo il Concilio di Costantinopoli del 381. Si tratta di un Credo antico, ed ha preservato i fedeli da una serie di eresie per oltre 1.600 anni. Comprenderlo è capire in cosa crediamo come cattolici.

Analizzando il Credo

Analizziamo rapidamente il Credo e cerchiamo di capirlo in modo un po’ più approfondito. Ovviamente ogni parola ha un enorme significato e una profondità infinita. La realtà della nostra fede è che ci stiamo immergendo nei misteri di un Dio infinito, e quindi c’è sempre di più da imparare.

Paragrafo 1 – Dio Padre

Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.

Crediamo in un unico Dio in tre Persone. Non crediamo in tre dèi. Il nostro unico Dio è non solo il nostro re e Signore, ma anche il nostro Padre celeste. Siamo suoi figli. Egli ha creato tutto ciò che possiamo vedere, ma anche tutte le cose che non vediamo. Ad esempio, crediamo agli angeli, alla nostra anima e ai demoni. Dio è Signore di tutto questo e ha ogni potere. Anche se è estremamente potente, il nostro Dio e Signore ci attira in un rapporto con Lui e ci invita a condividere la beatitudine eterna in un’altra realtà invisibile: il Paradiso.

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