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Santa Edvige: sposa, madre, vedova, monaca, santa e patrona degli indebitati

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Reprodução / Facebook

Aleteia - pubblicato il 17/10/18

Una delle tante grandi donne che hanno aiutato a costruire la storia bimillenaria della Chiesa cattolica

Il 16 ottobre la Chiesa celebra una delle tante grandi donne che hanno contribuito a costruire la sua storia bimillenaria: Santa Edvige, moglie e madre di famiglia che insieme al marito fondò dei monasteri e dopo essere rimasta vedova divenne lei stessa monaca, continuando a dedicarsi ai malati e ai bisognosi al punto da diventare patrona dei poveri e degli indebitati.

Nata in Germania nel 1174 in una famiglia nobile, Edvige dimostrò fin dall’infanzia grande delicatezza spirituale e distacco dalle cose materiali.

In base ai costumi dell’epoca si sposò molto presto, ad appena 12 anni, con il duca di Slesia e di Polonia, Enrico I, che ne aveva 18. La coppia ebbe 7 figli.

A 20 anni, però, Edvige sentì la chiamata a una vita di maggiore consacrazione a Gesù, venendo in questo sostenuta dal marito. Fecero entrambi voto di castità per dedicarsi totalmente alla cura dei figli e dei poveri, ai quali donavano gran parte del loro patrimonio.

Edvige prestava un’attenzione particolare agli indebitati. Molti venivano infatti arrestati, e lei si recava nelle carceri per pagare i loro debiti e liberarli, e poi trovava loro anche un lavoro.

Insieme al marito fondò innumerevoli conventi e ospedali, come l’Ospedale della Santa Croce a Breslavia e un altro per lebbrosi a Neumarkt, in cui assistevano personalmente i malati.

La vita non fu facile per la famiglia di Edvige. Perse infatti sei dei sette figli, e poi arrivò anche il turno del marito, stroncato da una malattia derivata dal periodo in cui era stato prigioniero di guerra. Quando Enrico I morì e molte monache dei conventi fondati da lui ed Edvige piangevano fu la santa a consolarle, dicendo: “Perché lamentate la volontà di Dio? La nostra vita è nelle sue mani, e tutto ciò che Egli fa è per il bene”.

Una volta rimasta vedova, Edvige divenne monaca nel convento di Trebnitz, ma continuò ad adoperarsi a favore dei poveri.

Ricevette da Dio il dono della profezia, e attraverso di lei Egli compì molti miracoli, soprattutto guarigioni di malati. Profondamente devota a Maria, Edvige portava sempre con sé una piccola immagine della Madonna – la stessa che quando morì il 15 ottobre 1243 fu impossibile strapparle dalle mani. Dopo vari anni, quando il suo corpo venne trasferito, aveva ancora l’immagine in mano, e le dita che la stringevano erano incorrotte.

Santa Edvige è stata canonizzata nel 1266 da Papa Clemente IV.

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