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Aborto: un figlio può essere una maledizione?

Papa Francesco ospite di Don Marco Pozza a "Padre Nostro"
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Sentite cosa ha risposto Papa Francesco a don Marco Pozza

Nei giorni in cui hanno fatto molto discutere le dichiarazioni di Papa Francesco sull’aborto, parlando di «sicari» in riferimento ai medici che lo praticano, sono emblematiche le sue parole nel volume “Ave Maria” (Rizzoli), che riprende la serie di interviste rilasciate su Tv2000 a Don Marco Pozza, curatore della pubblicazione, ispirate alla preghiera.

«Camminando nel mondo – chiede Don Marco – scopriamo che per tante donne un figlio o una figlia possono essere anche una maledizione. Ci sono donne che – con l’aborto, con l’abbandono – non accettano un figlio. Ma davvero un figlio può essere una maledizione

“Può essere una croce”

«Un figlio – risponde Francesco – non è mai una maledizione. Può essere una croce, per la mamma. È stata avviata da poco la causa di beatificazione di una giovane donna di Roma morta a ventitré anni perché, colpita da una malattia mentre era incinta, ha rifiutato le cure per custodire il figlio fino alla nascita. Per lei quel figlio era davvero una benedizione. C’è una parola che mi è molto cara: tenerezza. L’altro giorno, un signore mi ha detto, parlando dell’umanità, che abbiamo perso la capacità di amare, abbiamo perso la memoria dell’accarezzare, la memoria della tenerezza».

“La rivoluzione della tenerezza”

«Oggi – prosegue il Papa – ci vuole la rivoluzione della tenerezza. Pensiamo all’immagine della Madre di Dio: è l’immagine del- la tenerezza che custodisce, la sua guancia contro la guancia del Figlio. Noi abbiamo bisogno della Madonna della tenerezza: ecco la benedizione. Senza tenerezza non si capisce una mamma, senza tenerezza non si può capire Maria».

Le nostre nudità

Nella cattedrale di Bari, evidenzia, «ho contemplato l’icona della Vergine Odigitria: era la prima volta che vedevo il Bambino nudo a metà coperto da Maria col suo manto. Maria copre le nostre nudità; una mamma è l’unica che può capire un figlio perché lo conosce nudo dal suo ventre, dal suo grembo, lo partorisce nudo. Poi Maria riceve Cristo nudo ai piedi della croce e lo copre di nuovo. Maria è una benedizione per noi perché è la madre della nostra nudità: il male, il peccato ci spoglia, Lei ci ricopre sempre».

“Maria avrebbe potuto dire no…”

Poi Francesco confessa: «Penso sempre che Maria avrebbe potuto dire di no. Troppe persone forse pensano che Maria sia stata costretta a dire di sì: invece poteva rispondere di no e per questo il suo “sì” è stato ancora più grande. Viviamo in un mondo che sogna di essere libero rendendo schiavi gli altri; in questo mondo Maria afferma che per essere liberi occorre essere servi del Signore».

“Segno della contraddizione”

Come sosteneva sant’Agostino, “servire è regnare”. «La libertà di Maria – sottolinea il Papa – è un segno di contraddizione. C’è un momento di attesa fra la proposta dell’angelo e la risposta di Maria. In un bel passaggio, san Bernardo si rivolge direttamente alla Madonna e la supplica: “Affrettati, affrettati, noi abbiamo bisogno di salvezza!”» (cfr. Omelie, 4, 8-9).

A quel punto don Marco gli chiede: «E dove ha trovato Maria la forza per reggere il peso di questa chiamata?».

Francesco è laconico: «Maria non era onnipotente, era una donna normale: piena di grazia, ma normale. La forza è di quella grazia dello Spirito Santo: Maria è piena dello Spirito Santo che l’accompagna per tutta la vita».

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