Aleteia
martedì 20 Ottobre |
Santa Maria Bertilla Boscardin
For Her

Dopo il cancro di mio figlio la mia vita è cambiata. L'addio di Bublé, annunciato poi smentito

MICHAEL BUBLE'

Shutterstock

Annalisa Teggi - pubblicato il 17/10/18

Alle spalle il calvario del figlio Noah, il cui cancro al fegato è ora in remissione; a breve l'uscita del nuovo album "Love". Lui lo annuncia come un congedo dal mondo narcisistico del successo, ma il suo entourage smentisce. La vita vera e le priorità dello show biz in aperta collisione...

La mia vita è completamente cambiata. Questa è la mia ultima intervista. Mi ritiro dal business. (da Daily Mail)

Questa frase, pronunciata da Michael Bublé appena 4 giorni fa nel corso di una lunga intervista, deve aver fatto sussultare il cuore del suo entourage che oggi ha smentito con un secco “le sue parole sono state travisate rispetto al contesto”. Il 16 novembre uscirà il nuovo cd del crooner canadese, s’intitola Love, e porta con sé una montagna di impegni presi e messi a calendario, che – ci tengono a precisare i suoi manager – saranno mantenuti.

Che la vita di Bublé abbia subito un colpo durissimo a causa della malattia del figlio, è evidente; che ci sia una collisione aperta tra ciò che si è fatto chiaro nel suo cuore ferito e le regole dello show must go on è altrettanto palese. Questa premurosa smentita dei suoi assistenti mi lascia una certa amarezza, come se di fronte all’incombenza di un uragano ci si preoccupasse di informare che il negozio della parrucchiera all’angolo resta aperto. Che siano state più o meno forzate dai giornalisti le parole di Bublé, cosa che non risulterebbe così assurda, resta il fatto che il cantante ha indirizzato gli occhi in una direzione precisa, la priorità della vita reale rispetto al narcisismo della celebrità; eppure chi gli è vicino come manager continua a lucidare il palcoscenico.




Leggi anche:
La fede ha aiutato la moglie di Michael Bublé a superare il cancro del figlio

Basta narcisismo

Il tumore di suo figlio Noah è in remissione; ci sono altri due figli accanto a lui, Elias e la piccolissima Vida; c’è la bellissima moglie Louisiana. Il calvario cominciato nel 2016 con la diagnosi infausta per il suo primogenito sembra superato al meglio, ma ha lasciato una deflagrazione atomica nella vita di Michael Bublé. Gli ha fatto ricapitolare per intero il senso della vita e lo dichiara senza mezzi termini, senza celare l’estrema fragilità con cui ha dovuto fare i conti:

Sono cambiato del tutto. Anche la mia percezione della vita. Non so se riuscirò a finire questa intervista senza piangere. E io sono uno che non ha mai perso il dominio delle emozioni in pubblico. (Ibid)
MICHAEL BUBLE
Michael Bublé | Youtube

Le sue canzoni sono un profulvio di emozioni, lo dico da fan sfegatata, ma il cantante ha confessato che il suo vero problema è sempre stato l’ego debordante, il mostrarsi perfettamente all’altezza della fama guadagnata, preoccuparsi di mantenere alta l’asticella della sua celebrità. Il contatto brutale con una malattia che vuole comandare sulla vita – e forse sulla morte! – di un figlio di appena tre anni ha sgretolato la maschera di apparenza. Inevitabilmente un copione perfetto costellato di 4 Grammy Awards, 75 milioni di dischi venduti e concerti sold out è stato cancellato e riscritto a partire dalla domanda: “Perché siamo qui?“.

La storia nuova che è nata da questa batosta lo ha visto unito più che mai alla moglie, e insieme abbracciati dalla grazia della Fede. L’affetto del pubblico, che in ogni circostanza pubblica gli chiedeva notizie di Noah e gli confermava un’abbondanza di preghiere sulla sua famiglia, gli ha ridato fiducia nell’umanità. Si è lasciato alle spalle senza rimpianti una zavorra:

La diagnosi del tumore mi ha fatto capire quanto ero stupido a preoccuparmi di cose così poco importanti come il numero di biglietti venduti. Mi sono vergognato del mio ego, che non generava altro che insicurezza” (Ibid)

Il front man sorridente dalla voce incantevole che avrà fatto innamorare migliaia di persone, ha ceduto il posto a un papà pronto a pescare ogni possibile risorsa per aiutare il figlio malato.


ANNALISA PANETTA

Leggi anche:
Lisa: il tumore, la fede e il ritorno alla musica (VIDEO)

Grazie a Roberto Benigni

Il film La vita è bellaè stata l’ispirazione per accompagnare la degenza in ospedale del figlio Noah. Come il Guido protagonista della pellicola, anche Michael Bublé ha cercato di trasformare il luogo della tristezza in un posto dove si poteva stare serenamente: non è mai stato chiamato ospedale – dichiara papà Michael – lo avevo soprannominato la stanza dei divertimenti. Non si tratta di mentire, ma di proporre una sfida positiva per non dare alla malattia il dominio sull’intero orizzonte. Un genitore impegnato in questo compito arduo deve fare un profondo esame di coscienza su se stesso, e riguadagnare un centro solido a cui aggrapparsi.

Instagram

Il mondo in cui ci catapultano le canzoni di Michael Bublé è spensierato e pieno d’amore, tenero e dolce anche nell’affrontare la tristezza. Molto più cruda è la realtà, perciò l’impegno creativo di raccontare a un bambino che soffre, ed è pervaso da grandi paure, diventa una battaglia in nome del bene: Noah sapeva senz’altro che quello in cui si trovava era un ospedale, ma aveva bisogno di sapere con altrettanta certezza che il suo io non era chiuso a chiave in quel posto.

  • 1
  • 2
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
Michael Bublémusicatumore
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
EUCHARIST
Philip Kosloski
Questa Ostia eucaristica è stata filmata ment...
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle pa...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Religión en Libertad
Lo jihadista non è riuscito a decapitarmi: “C...
Domitille Farret d'Astiès
10 perle spirituali di Carlo Acutis
BLESSED CHILD
Philip Kosloski
Coprite i vostri figli con la protezione di D...
PADRE PIO
Philip Kosloski
Quando Padre Pio pregava per qualcuno recitav...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni