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Riconoscere il nostro peccato è un modo per migliorare la nostra vita

Come distinguere gli atti peccaminosi?

I requisiti sono piena consapevolezza, pieno consenso e la materia, grave o lieve. La consapevolezza è collegata alla nostra intelligenza, il consenso alla nostra volontà e la materia all’atto che si commette.

In generale, si è pienamente consapevoli di qualcosa quando si percepisce che l’atto o la situazione che si metterà in atto implica un errore o malizia. Non è necessario conoscere tutto il “trattato morale” relativo alla situazione per essere pienamente consapevoli. Se fosse così, solo i teologi commetterebbero i peccati, come solo gli avvocati commetterebbero crimini. Una volta percepito, anche se in modo confuso, il male, o la malizia o l’errore, e il fatto che Dio non lo gradisce, basta questo per essere pienamente consapevoli.

Può accadere che la persona non abbia la piena consapevolezza per tutto il tempo, perché conduce una vita caratterizzata da aspetti negativi ormai da molto tempo, ma non significa che non sia in peccato.

La piena consapevolezza diventa una questione più delicata in chi possiede coscienza formata, pratica della morale e vita di fede.

Leggi anche: Come affrontare il peccato?

La piena consapevolezza è un atto volontario, di modo che si possa dire con sincerità che si è praticato questo o quell’atto perché si è voluto, e se non si fosse voluto non si sarebbe fatto. All’inizio può essere difficile discernere, ma col tempo l’osservazione ci aiuta a conoscere meglio noi stessi.

Tutto questo si applica anche ai peccati di pensiero. Dio vuole che siamo puri in tutti i sensi – non solo negli atti esterni, ma anche in quelli interni. I pensieri volano, si delineano per associazione. In genere i cattivi pensieri non derivano dalla volontà (nel caso di una persona che cerca di evitare il peccato). Nel caso in cui si percepisca un pensiero negativo, questa percezione è una consapevolezza. Fino a quel momento non c’è peccato, ma se poi si permette che i pensieri procedano sulla via sbagliata, anche se è automatico, in quel momento si verificano il consenso e l’atto, e quindi si materializza il peccato.

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