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San Giovanni Paolo II, padre del Concilio Vaticano II

© KNA-Bild / CIRIC

<span>Novembre 1980: Jean Paul II salue le card. Joseph RATZINGER, archev&ecirc;que de Munich, &agrave; l&#039;issu de son voyage en Allemagne. November 1980: John Paul II and card. Joseph RATZINGER, archbishop of Munich, at the end of his trip in Germany.</span>

Mons. Dominique Lebrun - pubblicato il 16/10/18

La prospettiva pastorale condusse Karol Wojtyła a sponsorizzare, in vista del Concilio, il personalismo cristiano. Guardando il mondo al quale è destinato l’Evangelo, il futuro padre conciliare vide tre ostacoli al suo annuncio e alla sua pratica: anzitutto il materialismo, poi l’eccesso di fiducia nell’uomo e, paradossalmente correlato a quest’ultimo, la disperazione di molti. Giunti nel terzo millennio, possiamo portare uno sguardo altro sul pianeta? Il santo Papa Giovanni Paolo II non ha cessato di scrutare l’umanità in sé, la persona umana, per accogliere il suo Redentore.

L’ecumenismo

L’ecumenismo occupa il secondo posto del suo documento. Facendo riferimento alla storia della Polonia, san Giovanni Paolo II ha spiegato che la via ecumenica aperta dal Vaticano II è particolarmente preziosa:

Appartengo infatti a una nazione che – quantunque venga considerata anzitutto cattolica – permane radicata in una lunga tradizione ecumenica. […] L’esperienza polacca è quella di uno Stato che raggruppa diversi popoli e diverse confessioni cristiane… Grazie a questa tradizione, la mentalità dei Polacchi è sempre stata (e sempre resta) impregnata di tolleranza e di apertura verso quelli che pensano differentemente, parlano altre lingue, credono, pregano o celebrano diversamente i medesimi misteri della fede.

Certamente l’origine polacca della caratura ecumenica del pontificato di san Giovanni Paolo II non è ancora stata considerata a fondo nella comprensione del suo magistero.

Il rapporto della Chiesa col mondo

La questione del rapporto della Chiesa col mondo, che sarebbe diventata centrale dopo il concilio, preoccupa mons. Karol Wojtyła. Egli concluse il paragrafo sul personalismo cristiano affermando che «probabilmente gli altri uomini si aspettano che il concilio parli di questo argomento».




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Negli altri paragrafi, la relazione col mondo è direttamente sottolineata: egli fa osservare che i laici hanno delle competenze proprie nella vita del mondo, le quali conferiscono loro una responsabilità particolare; per il clero, egli chiede con insistenza che sia permesso «ai chierici di essere più facilmente in contatto con tanti aspetti ed avvenimenti della vita umana». Egli denuncia un certo “separatismo” che non è cristiano; per la vita religiosa, egli auspica che quella si stabilisca in una «relazione positiva col mondo e coi contemporanei». Si può pure riportare il suo ultimo desiderio, di vedere riformata la pratica dell’Index, che proibiva ai fedeli la lettura di certe opere. Forse che tali domande di riforma non si trovano in quelle di Papa Francesco che si apposta per combattere il clericalismo?

La riflessione dottrinaria

Per Karol Wojtyła la riflessione dottrinaria è la missione del futuro Concilio: «Elaborare alcune importanti questioni dottrinarie». Come mostra il seguito del testo, non si tratta di affermazioni dogmatiche da riesumare dal passato, quasi fosse necessario spolverarle, ma di una vera ricerca come quella di una «definizione dottrinale del personalismo». In campo ecumenico egli sa che bisogna pregare e lavorare, perché esistono «aspetti dottrinali che sono i più difficili». Egli auspica di veder «definire dottrinalmente il carattere proprio» dell’attività dei movimenti laicali. Nei seminari egli paventa un certo moralismo, e chiede una formazione intellettuale più scientifica con dei professori qualificati. In ultimo, egli non esclude una riflessione nuova sul celibato, «con un’immensa prudenza e una grandissima sollecitudine».




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Il programma è compiuto? Il santo papa Giovanni Paolo II si sapeva di passaggio. Preghiamolo di intercedere per la Chiesa, che tanto egli amò e servì.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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