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La campagna del Vaticano per trovare il Caravaggio rubato dalla mafia

CARAVAGGIO
Caravaggio-PD
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Il furto è stato commissionato dalla mafia siciliana, e in quasi 50 anni non si è smesso di cercarla

La Natività di Caravaggio è una delle 10 opere più cercate dall’FBI, e ora anche dal Vaticano.

Questo capolavoro che rappresenta la Natività con i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo è stata rubata nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, e finora non è stata ritrovata.

CARAVAGGIO
Caravaggio-PD

Il furto è stato commissionato dalla mafia siciliana, e in questi 50 anni non si è mai smesso di cercarla. Sono nate varie storie sul suo destino. Ad esempio, si crede che sia uscita dal Paese con i narcotrafficanti e sia stata venduta a qualche magnate che la tiene custodita in una banca.

A un certo punto è corsa la voce che sarebbe stata distrutta perché aveva subìto danni irreparabili e non aveva più senso conservarla. Nel 1996, il mafioso Giovanni Brusca ha affermato che il dipinto sarebbe stato restituito in cambio di un’attenuazione dell’applicazione dell’articolo 41 bis, una legge speciale antimafia sorta dopo la morte di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Il dipinto, che ha un valore di quasi 30 milioni di euro ed è considerato “patrimonio dell’umanità”, sarà ora cercato non solo dall’FBI, ma anche dal Vaticano.

Il 15 ottobre, a un mese dalla visita del Papa a Palermo per onorare il beato Pino Puglisi, il dicastero del Servizio per lo Sviluppo Umano Integrale ha organizzato un dibattito internazionale antimafia per poter ritrovare il quadro.

Questa iniziativa si inserisce nelle attività a favore della giustizia e contro la corruzione e la mafia di cui è incaricato il gruppo di lavoro internazionale del dicastero chiamato Michelangelo For Justice, nato il 15 giugno 2017 in Vaticano con il dibattito internazionale sulla corruzione e la successiva pubblicazione dei libri “Corrosione: combattere la corruzione nella Chiesa e nella società” e “Pane sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura”.

Speriamo che quest’opera possa finalmente essere ritrovata, non tanto per il valore economico del dipinto, ma perché si faccia giustizia e si possa dare dignità a tutti coloro che per anni sono stati vittime dalla mafia, affinché educando alla giustizia e alla speranza si faccia di nuovo luce su tante famiglie colpite e soprattutto questa speranza arrivi ai più giovani, perché abbiano fede in una vita ben vissuta, con la consapevolezza che il pane guadagnato in modo onesto inorgoglisce e dà dignità.

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