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Gladys Aylward, una madre per cento bambini

AYLWARD

Public domain

Sandra Ferrer - pubblicato il 15/10/18

Appassionata di mondo orientale e disposta a diffondere la Parola di Dio, divenne una delle missionarie più famose e amate della Cina

Gladys Aylward era una giovane inglese nata nell’inverno 1902 in una famiglia di umili origini. I suoi genitori riuscivano a malapena a mantenere lei e le sue due sorelle, per cui dovette aiutarli economicamente lavorando come domestica.

Presto, però, scoprì la sua vera vocazione: voleva essere missionaria in Cina, e quindi si preparò a imparare la lingua e le tradizioni locali. La prima porta che si vide chiudere davanti fu quella di un’organizzazione missionaria, la China Inland Mission, per via della sua scarsa formazione accademica, ma lungi dall’arrendersi continuò a risparmiare quel poco che poteva e grazie ad alcuni proprietari delle case in cui lavorava divorò tutti i libri che le misero a disposizione sulla cultura cinese.

Quando riuscì a raccogliere il denaro sufficiente per pagarsi il viaggio in treno (il passaggio in barca era troppo caro per lei), una Gladys quasi trentenne si accinse ad attraversare mezzo mondo per trasformare il suo sogno in realtà. In treno, autobus, mulo e a piedi, affrontò un viaggio lungo e pericoloso con una semplice sacca in cui portava con sé una Bibbia, i suoi pochi averi e gli scarsi risparmi, attraversando zone di profonda tensione politica tra Unione Sovietica e Cina.

Arrivò infine a Yangcheng, dove iniziò a collaborare con una missionaria di nome Jeannie Lawson. Insieme accolsero nel loro The Inn of the Sixth Happiness (La locanda della sesta felicità) i viaggiatori che attraversavano la zona, situata su una delle rotte commerciali cinesi. Oltre a offrire loro cibo e riparo, le due donne predicavano la Parola di Dio a tutti coloro che erano disposti ad ascoltarla, e riuscirono a far sì che alcuni commercianti si convertissero al cristianesimo.

Nel periodo in cui Gladys visse nella struttura riuscì a imparare la lingua locale e a immergersi completamente nella vita cinese. Aveva raggiunto la felicità riuscendo a realizzare il suo sogno, ma questo si vide stroncato dalla morte di Jeannie. Gladys non riusciva a mantenere la missione da sola, ma presto le si presentò una nuova opportunità.

La fama di Gladys e Jeannie si era diffusa nella regione, e le autorità della zona decisero di contattare Gladys per un’importante missione. Da poco era stato decretato il divieto di una tradizione ancestrale oppressiva e dolorosa che obbligava le donne a fasciarsi i piedi per evitarne la crescita, provocando orribili malformazioni. Gladys venne incaricata di trasmettere il decreto alle donne cinesi come ispettrice governativa. Per lei fu una nuova opportunità per continuare a diffondere il Vangelo.

Gladys venne presto ribattezzata “la virtuosa”, per l’affetto e la devozione con cui si dedicò al suo servizio di aiuto al prossimo. Collaborò anche con le autorità per migliorare le condizioni di vita nelle prigioni e iniziò a prendersi cura dei tanti bambini orfani che vagavano nelle strade.

Quando scoppiò la guerra tra Cina e Giappone nel 1938 e la località di Yangcheng venne bombardata, Gladys non esitò a fuggire con il centinaio di bambini che era riuscita a raccogliere, con i quali valicò monti e attraversò fiumi per riuscire a metterli in salvo. Lottatrice instancabile, Gladys aiutò a costruire una chiesa cristiana a Xian e collaborò con un lebbrosario vicino al Tibet.

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