Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Soppresso volontariamente neonato con patologia neurologica. Poteva vivere fino a 10 anni

NEONATO OSPEDALE CURA
Condividi

Con l'accordo dell'equipe medica e dei genitori il piccolo è stato ucciso. Si scrive eutanasia ma è infanticidio. E' il secondo caso ufficiale dal 2005 in Olanda di iniezione letale su neonato. Dobbiamo continuare a trovare la forza di scandalizzarci e di attaccare le ragioni alla base di queste e altre aberrazioni in aperta ostilità con la vita, soprattutto quando è debole e indifesa

Un gruppo di esperti che decide se e quando far abortire una mamma quasi pronta a partorire o quando uccidere un bambino suo malgrado già nato. (La qual cosa, a pensarci bene, è molto più precisa della soppressione prenatale che deve affidarsi ancora troppo a statistiche, probabilità, ipotesi. Vediamoli per bene questi bambini difettosi, assicuriamoci che il controllo qualità venga compiuto con rigore. Meglio averli fuori dalle pance, no?)

La commissione di cui sopra, per l’appunto. Me li immagino con i loro meeting già fissati in agenda per valutare in corso d’opera come stiano andando queste faccende negli ospedali del paese. Avranno obiettivi, avranno delle corde elastiche come quelle dei ring che ancora chiameranno per convenzione”vincoli etici” alle quali appoggiarsi se sono stanchi.

Tutto questo è e resta incomprensibile.

Eppure è conseguenza follemente razionale delle premesse date. La vita rinchiusa nel temporale senza l’eterno e senza altro dio oltre l’uomo è un oggetto di consumo per il titolare e per gli altri fruitori a lui connessi (quelli di primo livello, come i genitori, ma anche la società che insomma non può continuare a trascinarsi avanti questi portatori sani di imperfezione); e se la sua qualità è scadente cosa resta da fruire?

Per qualità intendendo naturalmente la quota di momenti piacevoli accumulabili e il numero il più possibile ridotto di momenti spiacevoli. Ci sarà un quorum? E l’autonomia raggiunta, forse. Questo secondo indicatore, per un neonato, è giocoforza escluso ma la sua prospettiva si potrà anche valutare e loro che la testa ce l’hanno ben salda sulle spalle e avranno raccolto una discreta massa critica di informazioni lo sapranno senz’altro prevedere. Questo bambino non sarà autonomo, mai. E con lui nemmeno i genitori. Infatti nelle motivazioni addotte per giustificare il fatto che hanno iniettato nel corpo di quel bimbo di 8 o 9  kg “2 millilitri di Lidocaina, 250 milligrammi di Tiopental e 15 di Rocuronio” (Ibidem) è indicata anche questa: «la sofferenza psicologica dei genitori» (ecco che il pronostico del disagio o il fastidio percepito dei genitori diventa criterio sufficiente ad infliggere la morte), che non avrebbe fatto che aumentare nel tempo. Messa così, la questione, i crudeli sono quelli che insistono a tenere in vita bimbi del genere. Non ne convenite?

Ora a noi sempliciotti (sebbene stiamo cercando di correre ai ripari con l’approvazione delle DAT del gennaio scorso che ha commosso un campione di umanità e attenzione agli ultimi – esclusi i feti, è chiaro – come la signora Bonino) la cosa può urtare un poco i sentimenti ma dipende da noi, dalla nostra immaturità e dal grado ancora basso di progresso raggiunto. Non l’hanno fatto avventatamente, che diamine! non erano in preda alla rabbia, alla disperazione o che altro. Erano calmi, con un contegno tutto fiammingo privo di folkloristiche smorfie tipiche di noi cisalpini.

Non hanno usato le mani tese in aria o la bocca tutta contorta in un pianto inconsolabile come forse avremmo fatto noi, triviali mediterranei, per comunicare un senso di angoscia e di impotenza. Hanno preso delle ragionevoli decisioni, conti alla mano. Sono mercanti da secoli, li sanno fare i conti tra il dare e l’avere. Sanno valutare gli scambi quando siano vantaggiosi e quando no.

Ma noi, invece, o gran parte di noi, che siamo caldi, mediterranei e istintivi continuiamo a sentirci in piena sintonia col Santo Padre che solo due giorni fa, fendendo come una rompighiacci il pack che sta ricoprendo diversi chilometri quadrati di coscienze, ha avuto l’ardire di chiedere:

«Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? È come affittare un sicario».

Si vede che il problema di questi genitori era troppo grosso o la loro medicina degli ospedali olandesi troppo indietro o il loro desiderio di muoversi liberamente per il mondo troppo impellente per ammettere che forse quel bimbo, loro figlio, con una aspettativa di vita di circa 10 anni (parole dei loro esperti, che di solito sono smentiti al rialzo), sarebbe stato bello poterlo tenere con loro, amarlo, vederlo sorridere? E sì che forse anche vederlo soffrire e soffrire con lui avrebbe avuto un senso.

Perché è solo di questo che si deve parlare. Il senso della vita e, in essa, quello della sofferenza. E’ inutile, non ci andrà mai giù questa storia perché siamo fatti bene. La sofferenza è contro di noi, non ci piace, è anti uomo, è obiezione radicale alla nostra felicità. Se non fosse venuto Cristo.

Ma Cristo, invece, è venuto ed è venuto per restare.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.