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La piscina biblica di Betzaetà, mito o realtà?

POOL OF BETHESDA
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Per secoli l'esistenza di una piscina con cinque portici a Gerusalemme è stata ritenuta fittizia, ma un archeologo tedesco ha provato che è un luogo reale

Il vangelo di Giovanni afferma che il paralitico e altri disabili sedevano presso la piscina e aspettavano che l’acqua si agitasse per entrare ed essere guariti. Si credeva infatti che una volta al giorno un angelo scendesse nella piscina e agitasse l’acqua, e la prima persona che vi entrava subito dopo veniva guarita. Questo conferma l’esistenza di “gradini” su cui le persone sedevano e aspettavano, così come una storia di guarigione precedente alla visita di Gesù. Era infatti comune nel mondo ellenizzato costruire “bagni di guarigione” vicino a sorgenti naturali, circondati da colonne. I malati bevevano l’acqua e vi si bagnavano, e poi dormivano nel tempio, in modo simile a quanto descritto da Giovanni nel suo Vangelo.

RUINS
Public Domain
Le rovine della chiesa bizantina costruita vicino alla Piscina di Betzaetà, nella Città Vecchia di Gerusalemme.

Ulteriori scavi archeologici hanno rivelato altri siti che mostrano come Betzaetà abbia continuato a fungere da luogo di guarigione per varie generazioni. Nel II secolo, i romani vi costruirono un tempio dedicato ad Asclepio, il dio romano della guarigione. Nel V, venne eretta una basilica bizantina non lontano dalla piscina, seguita da una cappella più piccola costruita all’epoca delle Crociate, nel XII secolo.

CENTRAL PARK FOUNTAIN
Sidvics | CC BY-SA 4.0
Oggi un tributo alla Piscina di Betzaetà si trova al Central Park di New York, dov'è stata costruita una fontana omonima alla fine del XIX secolo.

Oggi i visitatori possono ammirare le rovine con una breve passeggiata dalla chiesa di Sant’Anna, vicino alla Porta dei Leoni, all’inizio della Via Dolorosa, anche se non vi scorre più l’acqua. Il suo ricordo vive al Central Park di New York, dove la Bethesda Fountain, ornata da una statua de “L’Angelo delle Acque”, progettato dalla scultrice statunitense Emma Stebbins, venne costruita tra il 1859 e il 1864 come tributo al miracolo di Betzaetà.

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