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Perché i giovani abbandonano la Chiesa e cosa possiamo fare al riguardo

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Young people standing against each other
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di Isaac Withers

All’inizio di quest’anno, Isaac Withers era una delle 300.000 persone che hanno assistito al pre-sinodo vaticano sui giovani, parlando con Papa Francesco delle questioni che affrontano la sua generazione e quella più giovane. Ispirato da questo incredibile viaggio, ha scritto una serie di articoli sottolineando queste sfide e condividendo come possiamo, come Chiesa, sostenere e “nutrire” questa giovane generazione. Ecco uno dei suoi contributi.

Perché i giovani abbandonano la Chiesa e cosa possiamo fare al riguardo

“La definizione di pazzia è fare continuamente la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”. Questa frase è stata attribuita a Albert Einstein, Benjamin Franklin e Mark Twain, ma risulta che non è affatto la definizione di follia (in base ad aule di tribunali o dizionari), e probabilmente non è mai stata pronunciata da nessuno di questi stimati gentiluomini. Semplicemente, fluttua in Internet ispirando la gente che consulta Facebook. Ad ogni modo, è un elemento interessante per iniziare a parlare di quanti giovani abbandonano la Chiesa cattolica. Quest’anno ho sentito un’amica usarla nel contesto di una storia che ha raccontato sulla preparazione alla Cresima in una delle classi che seguiva:

“Allora una ragazza ha detto forse la cosa più onesta che aveva pronunciato in tutto l’anno: ‘Sapete, non sono nemmeno sicura di credere in Dio’. Mi ha colpito come tuffarmi nell’acqua ghiacciata – mi ha tolto il fiato. Ho apprezzato il fatto che quella ragazza avesse finalmente detto con onestà cosa pensasse, ma sono rimasta colpita rendendomi conto che avevamo profuso tanto tempo e tanti sforzi in un corso, settimana dopo settimana, solo per produrre… questo: un’adolescente che non era sicura di credere all’esistenza di Dio nonostante avesse un vestito bellissimo pronto per la cerimonia della Cresima della settimana successiva” (A Handbook for Catechists, Hannah Vaughan Spruce)

È un buon aneddoto per illustrare il punto in cui ci troviamo. Come stiamo formando i giovani nella Chiesa? Perché le cose che prima funzionavano sembrano non funzionare più? Tutte grandi domande, e le domande che immagino abbiano spinto a realizzare un Sinodo sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Ma cosa sta accadendo?

Qual è la portata del fenomeno?

Le statistiche più dettagliate relative ai cristiani che abbandonano la Chiesa sono probabilmente quelle del rapporto del 2015 America’s Changing Religious Landscape, del Pew Research Center. “Il nuovo studio principale su più di 35.000 americani da parte del Pew Research Center ha verificato che la percentuale di adulti (18 anni e più) che si descrivono come cristiani è crollata di quasi otto punti in appena sette anni, passando dal 78,4% di un’altra ricerca Pew del 2007 al 70,6% del 2014. Nello stesso periodo, la percentuale di americani che si definisce senza affiliazione religiosa – descrivendosi come atei, agnostici o ‘niente in particolare’ – è schizzata di oltre sei punti, passando dal 16,1% al 22,8%”. Questo porta avanti un trend di cui si parla molto, il declino dei cristiani e l’aumento delle persone non affiliate alla religione. Il declino indicato dal rapporto è evidente soprattutto “tra i protestanti delle principali denominazioni e i cattolici”.

Vi chiedete quale sia la generazione più priva di affiliazione? Probabilmente avete già indovinato: i giovani. “Se molti gruppi religiosi statunitensi stanon invecchiando, le persone senza affiliazione sono invece giovani – e stanno diventando in media sempre più giovani nel corso del tempo. Visto che un gruppo sempre più numeroso di millennials poco affiliati alla religione raggiunge l’età adulta, l’età media degli adulti senza affiliazione è scesa a 36 anni dai 38 del 2007, ed è ben più bassa dell’età media generale della popolazione adulta, che è di 46”. Il rapporto prosegue sottolineando che “attualmente negli Stati Uniti ci sono circa 56 milioni di adulti senza affiliazione religiosa, e secondo la nuova ricerca questo gruppo è più numeroso dei cattolici o dei protestanti delle principali denominazioni. I non affiliati sono oggi secondi solo ai protestanti evangelici, tra i gruppi religiosi principali degli Stati Uniti”.

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