Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Il Papa parla del peccato dell’élite “che piace tanto a Satana”

POPE FRANCIS
Antoine Mekary | ALETEIA
Condividi

Il Pontefice firma un libro-intervista sull'Ave Maria e ricorda che “Maria non può essere la mamma dei corrotti, perché i corrotti vendono la mamma”

Maria, una ragazza normale

Francesco presenta la Vergine Maria come una ragazza come tante: “Da quando è nata fino all’Annunciazione, al momento dell’incontro con l’angelo di Dio, me l’immagino come una ragazza normale, una ragazza di oggi, una ragazza non posso dire di città, perché Lei è di un paesino, ma normale, normale, educata normalmente, aperta a sposarsi, a fare una famiglia”.

“Una cosa che immagino è che amasse le Scritture”, continua il Pontefice. “Conosceva le Scritture, aveva fatto la catechesi ma familiare, dal cuore. Poi, dopo il concepimento di Gesù, ancora una donna normale: Maria è la normalità, è una donna che qualsiasi donna di questo mondo può dire di poter imitare”.

“Niente cose strane nella vita, una madre normale: anche nel suo matrimonio verginale, casto in quella cornice della verginità, Maria è stata normale. Lavorava, faceva la spesa, aiutava il Figlio, aiutava il marito: normale”.

Le donne che educano i figli da sole

“La ri-creazione comincia da Maria, da una donna sola. Possiamo pensare alle donne sole che portano avanti la casa, da sole educano i figli. Ecco, Maria è ancora più sola. Sola comincia questa storia, che prosegue con Giuseppe e la famiglia; ma all’inizio la ricreazione è il dialogo tra Dio e una donna sola (…). Sola nel momento dell’annuncio e sola nel momento della morte del Figlio”.

Il dolore delle Madri di Plaza de Mayo

Il Papa descrive poi le madri che affrontano grandi sofferenze e ricorda in particolare le Madri di Plaza de Mayo, il movimento per i diritti umani contro le deportazioni di massa durante la dittatura militare argentina alla fine degli anni Settanta.

“A una mamma che ha sofferto quello che hanno sofferto le mamme di Plaza de Mayo io permetto tutto. Può dire tutto, perché è impossibile capire il dolore di una mamma. Qualcuna mi ha detto: ‘Vorrei vedere almeno il corpo, le ossa di mia figlia, sapere dov’è stata sepolta’”.

“Esiste una memoria che io chiamo ‘memoria materna’, qualcosa di fisico, una memoria di carne e ossa. Anche questa memoria può spiegare l’angoscia. Tante volte dicono: ‘Ma dov’era la Chiesa in quel momento, perché non ci ha difeso?’ Io sto zitto e le accompagno. La disperazione delle mamme di Plaza de Mayo è terribile”.

“Non possiamo far altro che accompagnarle e rispettare il loro dolore, prenderle per mano, ma è difficile”.

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.