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Per una rete di città “family friendly”

ROME
TravnikovStudio - Shutterstock
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Le famiglie vogliono vivere e viaggiare in città che si prendano cura di loro rispondendo alle loro necessità

Peculiarità del settore familiare

In genere le famiglie:
– risparmiano sul cibo
– fanno rumore (ci sono persone a cui non danno fastidio le grida delle riunioni politiche ma le risate dei bambini sì)
– sono produttrici di pannolini (e a volte di odori).

Non so, però, se avete notato cosa succede in una residenza per anziani quando appaiono dei bambini: l’allegria è immediata. Accade lo stesso in un parco, e può capitare anche in un museo: lo sguardo dei bambini può insegnarci a leggere l’arte in un altro modo.

MUSEUM
Chubykin Arkady - Shutterstock

Visto che le città “family friendly” sono possibili e sono già una realtà, molte entità in tutto il mondo (tra le quali la Confederazione Europea delle Famiglie Numerose, ELFAC) hanno promosso la loro esistenza. È un beneficio sociale, come può esserlo la creazione di autostrade o l’assistenza medica, ed è direttamente rivolto al servizio alle persone.

La scorsa settimana, è stata resa nota a Bruxelles la proposta di creazione di una rete di municipi “family friendly” in Europa. È un’idea esportabile, e saranno sicuramente felici di essere emulati.

LONDRES
Miguel Almeida - Shutterstock

Varie pagine web di turismo contengono liste di città “family friendly”: Amsterdam, Parigi, Londra, Edimburgo, Roma, Barcellona, Dublino, Monaco, Vienna e Firenze. In tutte, volendo, si arriva in aereo con compagnie low cost. La conclusione è che c’è posto per tutti, e le famiglie, essendo équipes umane piene di vitalità, cercano di essere assistite in base alle loro esigenze e come meritano.

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