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Non c’è pace in Iran per i cristiani

CHRISTIANS PERSECUTED
Amnesty International
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Amnesty International denuncia il caso di quattro cristiani condannati ad un totale di 45 anni di carcere per aver celebrato il Natale e aver seguito dei seminari

Sono quattro cristiani di confessione pentecostale, e da luglio del 2017 sono in carcere con l’accusa  “formare un gruppo composto da più di due persone allo scopo di interrompere la sicurezza nazionale“. La loro colpa? I quattro sono accusati di aver organizzato e condotto messe in casa e di aver viaggiato fuori dall’Iran per partecipare a seminari cristiani: prove che hanno fatto scattare il reato di “minaccia alla sicurezza nazionale“. In pratica la loro colpa è essere cristiani. A raccontarlo è Amnesty International che chiede al mondo di fare pressione sul regime di Teheran perché le leggi che colpiscono la libertà religiosa vengano riviste e per chiedere la loro scarcerazione. I quattro infatti hanno subìto una condanna davvero pesante: 45 anni di carcere in quattro. Sul sito della ONG:

Amin Afshar-Naderi è stato condannato a ulteriori cinque anni di prigione per “aver offeso le santità islamiche” con un post satirico su Facebook condiviso dall’account di qualcun altro. Nel post si adottava uno stile di scrittura coranica per commentare il forte aumento del prezzo del pollo in Iran.

Victor Bet-Tamraz, un ministro ordinato, e la sua famiglia sono stati perseguitati dalle autorità iraniane per anni, solo per aver praticato la loro fede. Nel marzo 2009, la chiesa pentecostale assira di Teheran che Victor Bet-Tamraz stava conducendo, è stata forzatamente chiusa dal Ministero degli interni perché svolgeva funzioni in lingua persiana.

Anche il figlio di Victor Bet-Tamraz, Ramiel Bet-Tamraz, è stato preso di mira. È stato arrestato, insieme ad altri quattro cristiani da funzionari del ministero dell’Intelligence durante un picnic il 26 agosto 2016 nella città di Firuzkuh.

Al momento già oltre 23 mila persone hanno firmato l’appello (è possibile farlo qui), ma non sarà facile far cambiare idea al regime teocratico degli ayatollah.

L’Iran è sede storica di diverse confessioni cristiane, tra cui cristiani cattolici, protestanti, ortodossi armeni e assiri (caldei). I cristiani sono – formalmente – una delle poche minoranze religiose ufficialmente riconosciute nella costituzione del Paese ma questo ha poco peso, perché la Costituzione prevede solo protezioni limitate per loro e nessun diritto per i convertiti, per questo motivo spesso i cristiani in Iran sono bersaglio di molestie, arresti e arbitri da parte delle autorità.

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