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La felicità è una scelta, ma non è gratis!

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Guarda in Alto e smettila di piangerti addosso: il piacere lo trovi in ogni dove, ma la felicità te la dà solo Dio!

Ho sentito tante volte dire che la felicità è una scelta, ma poi ho scoperto che non è gratis, anzi! Costa moltissimo! Costa rinunciare al lamentarsi, all’essere ripiegati su se stessi; costa avere il coraggio di fidarsi mettendo in discussione le proprie certezze; costa avere come obiettivo il massimo e non accontentarsi mai del mediocre. È un cammino quotidiano e costante, per temerari e coraggiosi.

Ci sono dei giorni in cui fuori piove come oggi e l’ultima cosa che vorrei fare è sentire la sveglia delle 6.25 (a cui poi segue quella delle 6.30, a cui segue un bacio al maritino e un “dai amore alzati prima tu se no i bambini fanno tardi a scuola”). Preferirei che qualcuno intervenisse con un altoparlante tipo quello degli aeroporti dicendo: “Gentile mamma e gentile papà (basta anche solo mamma!) la giornata che stava per iniziare è stata annullata. Rimanete a letto con le cinture allacciate e tenete strette le coperte”. Ci sono giorni depressive in cui devo portare per l’ennesima volta la macchina dal meccanico (tipo oggi!), ho litigato con Francesco perché la lavastoviglie non funziona bene da mesi (ha venticinque anni, almeno!), la lavatrice non strizza più bene, la muffa in casa sta mietendo allergie respiratorie e soprattutto non riusciamo a capire dove cappero dobbiamo vivere (Germania o Italia, ma dove esattamente?).

In tutto questo dovrei

trovare un motivo per essere felice perché la felicità non dipende da quello che ti succede ma è una scelta…

Quante volte hai sentito questa frase? Mi pare di averla detta proprio io al corso L’amore chiama, l’amore è urgente a Torino e poi sicuramente ti hanno fatto na capoccia così ad Ingannevole come l’amore e ad Assisi. Ecco, in giorni come oggi mi viene da mandare tutti a quel paese ad iniziare da me, i frati d’Assisi e Mimmo e Cinzia di Ingannevole. Ma da voi, cari amici frati e cari amici pugliesi, piove per nove giorni di fila senza sosta? A voi vi capitano i giorni in cui dalla macchina vecchia, alla lavatrice sfonnata non ve ne bene una? (…mi sa che la prima che ho detto no, non vi capita, ma la seconda si purtroppo…).

Lo so, non mi è successo niente di grave, stiamo tutti bene (tranne il mio piccolo Samy con un strana malattia tipo varicella sulla bocca e le mani), Chiara è addirittura partita due giorni in montagna con la scuola e Maria non vede l’ora di avere mamma tutta per sè per una sanissima serata würstel e patatine davanti a Jasmine della Disney proiettata in soggiorno.

Non so voi, ma certi giorni è difficile essere felici. E quando penso che la felicità è una scelta mi arrabbio ancora di più, però in fondo al cuore sento che c’è Verità in questo, che questa frase è vera, che davvero se po fa!

Stamattina, mentre perdevo tempo a pensare ai problemi cosmici di casa Rao, ho letto un articolo di Costanza Miriano sul suo blog e, guarda caso, parlava di una cosa simile a quella che stavo pensando e cioè che provare a vivere il vangelo non è solo bellezza ma anche fatica e fango (..leggetelo per intero perché merita! e poi perché io e Costanza, nonostante ci siamo viste mezza volta siamo amiche per la pelle perché qualche anno fa, quando ero incinta di Samy, ci siamo scambiate messaggi tipo “quando partorisci il cocomero che hai ingoiato ritorni secca secca”). Capperi! Pure Costanza Miriano! Allora tutti tutti siamo nella stessa barca, anche Mimmo e Cinzia che, nonostante alla sera penso abbiamo male ai muscoli della faccia per quanto siano sempre sempre sempre sorridenti, ci raccontano le difficoltà e il cammino quotidiano fatto di scelte spesso faticose e contro corrente.

La cosa che davvero mi fa soffrire, la croce che pesa sulle spalle per noi è questa instabilità di dove vivere che ormai ci portiamo dietro da anni, troppi anni e nun se ne può più. Ognuno ha la sua, la nostra è questa e so anche che ai più è difficile da capire. Forse dovremmo tornare in Italia visto che tutto quello che facciamo lo facciamo lì, si, ma dove?, l’Italia è grande e non stiamo trovando niente che ci vada bene (siamo le persone più difficili del pianeta!). Dentro tutti questi incastri e casini però ho deciso di fermarmi, di affidarmi e di iniziare dai desideri. Allora ho iniziato a pensare che mi piacerebbe vivere in un posto caldo, non troppo al nord, ma non troppo al sud con una casa con una cucina che è un ambiente unico, con il soggiorno pieno di vetrate strafighe, un giardino da paura con un grande albero sotto il quale fare i picnic dell’ultimo minuto tutti insieme e… sono andata avanti per ore e ore perdendomi in mille film dei quali solo noi donne siamo capaci, scavando e scavando sempre di più nei miei desideri più profondi. Dalla casa sono passata a gesti d’amore che potrei fare con spazi ampi. Dai gesti sono arrivata all’apertura di questa casa agli altri e poi e poi ancora… fino ad arrivare a desideri grandi, grandissimi, di maternità, di pienezza fino a dire che:

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