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“Attacco ingiusto” al Papa: 7 chiavi della lettera del cardinale Ouellet a Viganò

AUDIENCE SLOVAKIA
Antoine Mekary | ALETEIA
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Francesco conosceva la situazione di McCarrick? Papa Benedetto XVI ha impartito una sanzione al cardinal McCarrick che poi Francesco non ha rispettato? Perché il cardinale Ouellet, con l'autorizzazione del Papa, risponde a Viganò?

3. Papa Benedetto XVI ha impartito una sanzione nei confronti del cardinal McCarrick che Francesco ha poi cancellato? No, Francesco lo considerava semplicemente un vescovo anziano e ritirato

Ouellet smonta le accuse di Viganò. Le riunioni nelle quali ha detto di aver informato Papa Bergoglio dei comportamenti incoerenti di McCarrick e delle presunte sanzioni imposte da Benedetto XVI e cancellate da Francesco a beneficio dell’ex arcivescovo di Washington, e che secondo il suo accusatore rivelerebbero complicità e copertura anche da parte delle alte gerarchie della Curia Romana, sembrerebbero veleno ideologico contro il pontificato.

“Veniamo ai fatti. Tu dici di aver informato Papa Francesco il 23 giugno 2013 sul caso McCarrick nell’udienza che ha concesso a te, come a tanti altri rappresentanti pontifici da lui allora incontrati per la prima volta in quel giorno. Immagino l’enorme quantità di informazioni verbali e scritte che egli ha dovuto raccogliere in quell’occasione su molte persone e situazioni. Dubito fortemente che McCarrick l’abbia interessato al punto che tu vorresti far credere, dal momento che era un Arcivescovo emerito di 82 anni e da sette anni senza incarico. Inoltre le istruzioni scritte, preparate per te dalla Congregazione per i Vescovi all’inizio del tuo servizio nel 2011, non dicevano alcunchè di McCarrick, salvo ciò che ti dissi a voce della sua situazione di Vescovo emerito che doveva obbedire a certe condizioni e restrizioni a causa delle voci attorno al suo comportamento nel passato”.

4. Cosa dicono gli archivi sulle sanzioni decretate da Papa Benedetto XVI nei confronti di McCarrick? Nel 2006 c’è stata semplicemente un’esortazione a non viaggiare e a non fare apparizioni pubbliche. Né Benedetto XVI né Francesco hanno predisposto un’udienza su McCarrick.

“Dal 30 giugno 2010, da quando sono prefetto di questa Congregazione, io non ho mai portato in udienza presso Papa Benedetto XVI o Papa Francesco il caso McCarrick, salvo in questi ultimi giorni, dopo la sua decadenza dal Collegio dei Cardinali. L’ex-Cardinale, andato in pensione nel maggio 2006, era stato fortemente esortato a non viaggiare e a non comparire in pubblico, al fine di non provocare altre dicerie a suo riguardo.

È falso presentare le misure prese nei suoi confronti come ‘sanzioni’ decretate da Papa Benedetto XVI e annullate da Papa Francesco. Dopo il riesame degli archivi, constato che non vi sono documenti a questo riguardo firmati dall’uno o dall’altro Papa, né nota di udienza del mio predecessore, il Cardinale Giovanni Battista Re, che desse mandato dell’obbligo dell’Arcivescovo emerito McCarrick al silenzio e alla vita privata, con il rigore di pene canoniche.

Il motivo è che non si disponeva allora, a differenza di oggi, di prove sufficienti della sua presunta colpevolezza. Di qui la posizione della Congregazione ispirata alla prudenza e le lettere del mio predecessore e mie che ribadivano, tramite il Nunzio Apostolico Pietro Sambi e poi anche tramite te, l’esortazione a uno stile di vita discreto di preghiera e penitenza per il suo stesso bene e per quello della Chiesa.

Il suo caso sarebbe stato oggetto di nuove misure disciplinari se la Nunziatura a Washington o qualunque altra fonte ci avesse fornito delle informazioni recenti e decisive sul suo comportamento. Mi auguro come tanti che, per rispetto delle vittime ed esigenza di giustizia, l’indagine in corso negli Stati Uniti e nella Curia romana ci offra finalmente una visione critica complessiva delle procedure e delle circostanze di questo caso doloroso, affinché fatti del genere non si ripetano nel futuro”.

5. Com’è possibile che McCarrick sia stato promosso fino a occupare le funzioni più elevate? Le informazioni di cui si disponeva in quel momento non erano sufficienti.

Nel 2000 Papa Giovanni Paolo II ha nominato McCarrick arcivescovo a Washington, e l’anno successivo lo ha creato cardinale. Ouellet spiega che le informazioni a disposizione in quel momento non erano sufficienti. Forse per questo Papa Francesco, nella comunicazione del 6 ottobre, afferma che negli archivi su McCarrick si potrebbero scoprire elementi che non corrispondono alle nuove misure attuali per prevenire queste situazioni, ma che andrà avanti per amor di trasparenza.

Ouellet afferma dal canto suo: “Io stesso ne sono assai stupito e riconosco dei difetti nel procedimento di selezione che è stato condotto nel suo caso. Ma senza entrare qui nei dettagli, si deve comprendere che le decisioni prese dal Sommo Pontefice poggiano sulle informazioni di cui si dispone in quel preciso momento e che costituiscono l’oggetto di un giudizio prudenziale che non è infallibile. Mi sembra ingiusto concludere che le persone incaricate del discernimento previo siano corrotte anche se, nel caso concreto, alcuni indizi forniti da testimonianze avrebbero dovuto essere ulteriormente esaminati. Il prelato in causa ha saputo difendersi con grande abilità dai dubbi sollevati a suo riguardo.

D’altra parte, il fatto che vi possano essere in Vaticano persone che praticano e sostengono comportamenti contrari ai valori del Vangelo in materia di sessualità, non ci autorizza a generalizzare e a dichiarare indegno e complice questo o quello e persino lo stesso Santo Padre. Non occorre innanzitutto che i ministri della verità si guardino dalla calunnia e dalla diffamazione?”

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