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Niente sesso primo del matrimonio? Un padre sinodale avverte: la Chiesa corre due rischi

Photobirdua | Shutterstock
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Il divieto ecclesiale di far sesso prima del matrimonio è un problema anche per i giovani cattolici. Inevitabile che venisse a galla fin dalle prime battute del Sinodo dei vescovi dedicato alle nuove generazioni.

A sollevare la questione, come ha spiegato il prefetto vaticano della Segreteria per la Comunicazione, Paolo Ruffini, durante il briefing con la stampa, un padre sinodale, che per motivi di privacy resta anonimo.

La castità pre-matrioniale

Ruffini ha informato che «il tema del sesso e della castità pre-matrimoniale, dell’astinenza prima delle nozze» è stato trattato da uno dei padri sinodali, che ha sottolineato come la posizione della Chiesa su questo aspetto pone «due rischi: da una parte rischia di far sposare le coppie prima del tempo di un’adeguata maturazione della loro volontà, dall’altra di provocare un allontanamento dal sacramento di chi non riesce a vivere la vita di coppia senza rapporti sessuali».

Ragazzi che “perdiamo per un po’”

Questo padre sinodale, ha precisato Ruffini, «ha voluto spiegare che “questa è un cosa alla quale ci troviamo di fronte”, insomma un tema da tener presente» e «ha detto che rispetto a questo divieto, ci sono ragazzi che “perdiamo per un po’”, alcuni ritornano, altri “li perdiamo per sempre”» (Avvenire, 7 ottobre).

Come risolvere la questione?

Quello del sesso prima delle nozze è un tema su cui “è opportuno riflettere”, ha assicurato il prefetto, lasciando così intravedere la possibilità che la materia possa essere oggetto del documento finale del Sinodo. Lasciando cadere il divieto? Valorizzando il ruolo della coscienza dei singoli? Suggerendo la via del discernimento ai confessori? Il come potrebbe essere trattato questo argomento resta al momento resta ancora difficile da prevedere.

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